DONALD TRUMP PRESIDENTE USA

Si è aperta con un annuncio di peso la prima riunione del Board of Peace, il nuovo organismo internazionale creato per gestire la fase post-bellica nella Striscia di Gaza. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che stanzieranno 10 miliardi di dollari per la ricostruzione, assumendo un ruolo guida nel processo di rilancio economico e infrastrutturale dell’area. Al contributo americano si aggiungeranno 7 miliardi di dollari complessivi messi a disposizione dagli altri Paesi membri del Board, portando il totale degli impegni finanziari a 17 miliardi. Un pacchetto che punta a intervenire su infrastrutture civili, servizi essenziali e ripartenza produttiva.

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Cinque Paesi pronti a inviare truppe

Accanto al piano economico prende forma anche l’architettura della sicurezza. Indonesia, Marocco, Kazakistan, Kosovo e Albania hanno annunciato l’invio di contingenti militari per costituire la Forza di stabilizzazione internazionale (ISF) nella Striscia. L’obiettivo dichiarato è garantire ordine pubblico, tutela dei civili e protezione delle infrastrutture strategiche durante la fase di transizione. La presenza di Paesi provenienti da aree geografiche diverse viene letta come un tentativo di dare all’operazione un profilo multilaterale e non direttamente riconducibile a una singola potenza.

Il ruolo di Egitto e Giordania

Sul fronte istituzionale, Egitto e Giordania avranno il compito di addestrare un corpo di polizia palestinese indipendente. L’iniziativa mira a costruire una forza di sicurezza locale in grado di operare in autonomia, segnando un passaggio chiave verso una gestione interna della sicurezza. La formazione di un apparato palestinese rappresenta uno dei tasselli più delicati del piano: la credibilità e l’efficacia di questa struttura saranno determinanti per evitare un vuoto di potere nella fase post-conflitto.

Il dossier Iran e la posizione di Trump

A margine del vertice, l’attenzione si è spostata anche sul dossier iraniano. Il presidente Donald Trump ha dichiarato: “Deciderò entro dieci giorni”, lasciando intendere che una scelta strategica su Teheran è imminente. Le parole del leader americano aggiungono un elemento di incertezza a uno scenario già complesso, in cui la stabilizzazione di Gaza si intreccia con equilibri regionali più ampi. La prima riunione del Board of Peace segna così l’avvio di un percorso ambizioso, ma ancora tutto da verificare nei suoi sviluppi concreti.