Le tensioni internazionali tornano a riflettersi sui mercati energetici, con il prezzo del gas naturale europeo che apre la seduta in deciso rialzo. Gli operatori guardano con crescente attenzione agli sviluppi nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di petrolio e gas, dopo l’attacco a una petroliera avvenuto nella notte.
Il Ttf supera quota 46 euro
Sulla piazza Ttf di Amsterdam, riferimento per il mercato europeo del gas, i contratti future con consegna ad agosto sono saliti del 5,22%, raggiungendo 46,44 euro al megawattora (MWh). Il balzo riporta le quotazioni sui livelli registrati lo scorso 12 giugno, interrompendo la fase di relativa stabilità osservata nelle ultime settimane.
Pesa il rischio geopolitico
A sostenere i prezzi è soprattutto il timore di possibili ripercussioni sulla sicurezza delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una quota significativa delle esportazioni mondiali di greggio e di gas naturale liquefatto (Gnl). L’episodio ha riacceso le preoccupazioni degli investitori sull’eventualità di nuove tensioni nelle forniture energetiche.
Mercati in allerta
L’evoluzione delle quotazioni dipenderà ora dagli sviluppi del quadro geopolitico e dall’eventuale impatto sulla logistica internazionale. Per il momento, i mercati stanno incorporando un premio al rischio, con gli operatori che monitorano attentamente la situazione nell’area mediorientale e le possibili conseguenze sull’approvvigionamento energetico europeo.
















