Inizierà tra poche ore a Mosca la parata per il Giorno della Vittoria in ricordo della fine della Seconda Guerra mondiale. E il timore è che Vladimir Putin dichiari ufficialmente guerra all’Ucraina, dopo che dall’inizio dell’invasione ha sempre parlato di “operazione speciale” nei confronti di Kiev. Alla vigilia della parata di Mosca Joe Biden ha tenuto un G7 in teleconferenza alla presenza del presidente ucraino Zelensky, il quale ha chiesto che i russi si ritirino “da tutta l’Ucraina”. I leader del G7 hanno riaffermato che Putin “non deve vincere” perché “ha violato l’ordine internazionale basato sulle regole, in particolare la Carta delle nazioni Unite, concepita dopo la Seconda Guerra Mondiale per risparmiare alle successive generazioni la piaga della guerra”. Mario Draghi domani va a
Washington, dove incontrerà Joe Biden.

Chi blocca l’accordo sull’embargo al petrolio russo

Intanto è fumata nera alla riunione degli ambasciatori Ue sul sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia, che include anche l’embargo al petrolio russo. Si punta a un’intesa per la prossima settimana, mentre al G7 straordinario tenuto in teleconferenza alla vigilia della parata del 9 maggio di Mosca, Occidente e Giappone si impegnano a mettere al bando il petrolio russo, sebbene con gradualita’, e si preparano ulteriori sanzioni, dal Regno Unito anche nei confronti della Bielorussia. A bloccare le sanzioni Ue contro la Russia e’ sempre l’Ungheria.

La proposta dell’Ue mira a vietare il petrolio greggio nei prossimi sei mesi e i combustibili raffinati entro l’inizio di gennaio. L’Ue ha proposto all’Ungheria e alla Slovacchia un’esenzione sino alla fine del 2024 e alla Repubblica Ceca sino a giugno dello stesso anno poiche’ i tre Paesi dipendono fortemente dal greggio russo. Tale proposta, tuttavia, non è riuscita a convincere l’Ungheria, che ha continuato a porre il veto sul sesto pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia che comprende anche il divieto di fornire navi e servizi assicurativi necessari per il trasporto di petrolio verso Paesi terzi.

Sanzioni, nel mirino anche Kabaeva e la Sberbank

Nel pacchetto di sanzioni dell’Ue sono previste anche l’esclusione di altre tre banche russe dal sistema di pagamenti internazionali Swift, inclusa Sberbank, la piu’ importante del Paese; limitazioni alle aziende e ai privati cittadini russi di acquistare delle proprieta’ immobiliari nei Paesi membri dell’Ue; il divieto di fornire servizi di consulenza alle societa’ russe e di commerciare una serie di prodotti chimici; sanzioni contro Alina Kabaeva, ex ginnasta olimpica “strettamente legata” al presidente russo Vladimir e contro il patriarca Kirill, guida del clero ortodosso russo e sostenitore del capo dello Stato e della guerra in Ucraina.