Le frodi nei pagamenti digitali continuano a rappresentare una delle principali minacce per consumatori e imprese, ma il quadro che emerge dai dati ufficiali mostra una realtà meno scontata: le carte sono lo strumento più frequentemente utilizzato dai criminali, mentre i bonifici generano gli impatti economici più pesanti per le vittime. A fotografare l’evoluzione del fenomeno è la Banca d’Italia con il rapporto sulle operazioni di pagamento fraudolente in Italia relativo al secondo semestre 2025, che analizza modalità, frequenza e valore economico delle frodi registrate nel sistema dei pagamenti.
Carte di pagamento al primo posto per numero di truffe
Nel periodo compreso tra luglio e dicembre 2025, riporta Il Sole 24 Ore, il maggior numero di operazioni fraudolente ha riguardato le carte di pagamento. Sono state circa 457 mila le transazioni irregolari effettuate attraverso carte, confermando come questo strumento, molto diffuso nella quotidianità per acquisti online e nei negozi fisici, resti il principale bersaglio dei tentativi di frode. Al secondo posto si colloca la moneta elettronica, coinvolta in circa 269 mila casi.
Numeri decisamente inferiori riguardano invece gli altri strumenti: i bonifici fraudolenti sono stati circa 31.900, mentre i prelievi effettuati allo sportello automatico hanno raggiunto quota 19.800 operazioni sospette.
Bonifici: meno episodi, ma danni economici più elevati
Se il numero delle frodi premia le carte come principale canale di attacco, la situazione cambia quando si analizza il valore delle somme sottratte.
Nel secondo semestre 2025 – si legge su Il Sole 24 Ore – i bonifici hanno rappresentato la voce economicamente più rilevante, con 88,7 milioni di euro sottratti attraverso operazioni fraudolente. Il motivo è legato alla natura stessa dello strumento: i bonifici vengono spesso utilizzati per trasferimenti di importo più elevato, tra privati oppure tra aziende, rendendo ogni singolo episodio potenzialmente più dannoso.
L’importo medio delle frodi conferma questa differenza. Per i bonifici Sepa ordinari la perdita media si è attestata a circa 5.509 euro, mentre per i bonifici istantanei è stata di circa 1.850 euro. Molto più contenuto l’impatto medio delle frodi effettuate con altri strumenti: circa 505 euro per i prelievi allo sportello, 80 euro per i pagamenti con carta e 41 euro per la moneta elettronica.
Rischio complessivo limitato rispetto ai volumi movimentati
Nonostante l’attenzione crescente sul fenomeno, il livello generale delle frodi rimane contenuto rispetto all’enorme quantità di transazioni effettuate ogni giorno. Secondo la Banca d’Italia, il tasso complessivo si attesta a circa 10 operazioni fraudolente ogni 100 mila pagamenti, con un valore economico pari a circa 3 euro ogni 100 mila euro movimentati.
Per quanto riguarda i bonifici, il rapporto evidenzia circa 4 frodi ogni 100 mila operazioni. Tuttavia, il rischio aumenta nel caso dei bonifici istantanei, dove l’incidenza sale a 12 episodi ogni 100 mila transazioni, con un valore di circa 28 euro ogni 100 mila euro trasferiti.
In calo le frodi grazie alle nuove misure di sicurezza
Il rapporto della Banca d’Italia evidenzia comunque un miglioramento rispetto ai periodi precedenti. Le operazioni fraudolente sono diminuite del 38% rispetto al primo semestre 2025 e del 53% rispetto al secondo semestre del 2024. Secondo Palazzo Koch, il calo è legato al rafforzamento dei sistemi di prevenzione adottati dagli operatori finanziari e alle nuove misure introdotte a livello europeo.
Tra gli interventi più rilevanti rientra l’Instant Payment Regulation, il regolamento europeo sui pagamenti istantanei che introduce, tra gli altri obblighi, la verifica della corrispondenza tra l’Iban e il nome del beneficiario prima dell’esecuzione del bonifico.
Verifica dell’Iban diventa strumento contro le truffe
Il controllo preventivo dei dati del destinatario rappresenta un cambio importante nella sicurezza dei trasferimenti digitali. La cosiddetta verifica del beneficiario punta infatti a ridurre il rischio delle frodi basate sul “social engineering”, ovvero quelle truffe in cui il cliente viene convinto con tecniche di manipolazione psicologica a trasferire denaro verso conti controllati dai criminali. Con la crescita dei pagamenti digitali, la sfida per banche e operatori finanziari sarà mantenere elevati livelli di sicurezza senza rallentare la rapidità delle operazioni.
















