La Francia alza il prezzo della moda a basso costo. Da oggi, 1° settembre, entra in vigore il nuovo malus sulla ultra-fast fashion, una misura destinata a colpire soprattutto piattaforme come Shein e Temu e pensata per frenare la produzione e il consumo di abbigliamento usa e getta.
Il contributo può arrivare nel 2026 fino a 12 euro per capo, senza comunque superare il 50% del prezzo di vendita del prodotto al netto delle imposte. L’importo varia in funzione delle caratteristiche del prodotto e del modello commerciale adottato dal marchio.
Shein e Temu nel mirino della Francia
La nuova misura non riguarda indistintamente tutta la moda a basso prezzo, ma punta in particolare sul modello della ultra-fast fashion, caratterizzato da cataloghi molto ampi, un continuo ricambio dei prodotti e una bassa propensione alla riparazione.
Sono quindi soprattutto le grandi piattaforme online come Shein e Temu a essere interessate dal provvedimento. La logica della Francia è quella del “chi inquina paga”: il sistema mira a rendere economicamente meno conveniente un modello basato sull’immissione continua sul mercato di grandi quantità di prodotti a prezzi molto contenuti.
La Francia punta a ridurre la moda usa e getta
La misura nasce dalla crescente preoccupazione per gli effetti ambientali del modello ultra-fast fashion. L’elevato numero di prodotti immessi sul mercato e la rapidità con cui vengono sostituiti contribuiscono infatti all’aumento dei rifiuti tessili.
Il nuovo malus vuole quindi modificare gli incentivi economici del settore, spingendo le aziende verso prodotti più durevoli e facilmente riparabili. La Francia è il primo Paese a introdurre un meccanismo di questo tipo rivolto specificamente alla moda ultra-veloce.
Dal 2027 stop alla pubblicità della ultra-fast fashion
La stretta francese non si limita alla leva fiscale. Dal 1° gennaio 2027 è previsto anche il divieto di promozione attraverso influencer per i prodotti classificati come ultra-fast fashion, insieme a ulteriori restrizioni sulla pubblicità.
Per piattaforme come Shein e Temu si tratta quindi di un cambiamento significativo del quadro regolatorio francese, che interviene contemporaneamente sui prezzi e sulle modalità con cui i prodotti vengono promossi ai consumatori.
Shein sotto pressione anche sui mercati
La stretta francese arriva inoltre in una fase delicata per Shein. Il gruppo ha debuttato oggi alla Borsa di Hong Kong con una valutazione molto inferiore rispetto ai massimi raggiunti negli anni precedenti, mentre il settore deve fare i conti con l’inasprimento delle regole commerciali e doganali nei principali mercati.













