La Francia cerca miliardi per rimettere in carreggiata i conti pubblici e, nel cantiere della prossima legge di bilancio, finisce anche il costo della politica. Il governo guidato da Sébastien Lecornu sta valutando una riduzione delle indennità di ministri e parlamentari, mentre Parigi deve costruire una manovra da circa 30 miliardi di euro di risparmi per il 2027. Una cifra che rende evidente la distanza tra l’effetto finanziario dell’intervento e il suo possibile peso politico, soprattutto mentre l’esecutivo prepara misure destinate a coinvolgere famiglie, imprese e risparmio.

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Il taglio agli stipendi sul tavolo di Matignon

Tra le ipotesi esaminate figurano una riduzione delle indennità dei ministri e dei collaboratori dei gabinetti, insieme a un possibile taglio del 10% per deputati e senatori, decisione che resta però di competenza parlamentare. Oggi il primo ministro francese percepisce 16.038 euro lordi al mese, mentre ciascuno dei 36 ministri arriva a 10.692 euro lordi; deputati e senatori ricevono invece 7.637 euro mensili, al netto delle spese legate al mandato.

Un risparmio minimo rispetto alla manovra

I numeri mostrano quanto l’impatto sui conti sarebbe contenuto. Una riduzione del 10% delle remunerazioni dell’intero governo produrrebbe circa 481 mila euro di risparmi annui, appena lo 0,0016% dei 30 miliardi ricercati. Estendendo lo stesso taglio alle indennità dei parlamentari, il beneficio complessivo salirebbe a circa 8,96 milioni di euro, pari allo 0,0299% dell’obiettivo. Per l’economista Pascal de Lima, interpellato da Euronews, l’effetto sarebbe quindi soprattutto politico e non macroeconomico.

Il precedente Hollande e il nodo dei costi della macchina pubblica

La scelta avrebbe anche un precedente recente: nel 2012 François Hollande decise di ridurre del 30% le proprie indennità e quelle dei ministri. Secondo de Lima, un intervento più ampio sui costi dell’esecutivo potrebbe riguardare anche numero dei ministri, dimensione dei gabinetti, auto, trasferte e alloggi di servizio. L’economista invita però a distinguere tra spese comprimibili e costi necessari per sicurezza e funzionamento delle istituzioni: il punto, osserva, riguarda soprattutto proporzionalità e trasparenza.

Quanto guadagnano i ministri nel resto d’Europa

Il confronto europeo restituisce un quadro molto differenziato. Secondo i dati raccolti da Euronews, in Danimarca il premier arriva a circa 22.630 euro lordi mensili, mentre in Germania il cancelliere percepisce 22.083 euro; i ministri federali tedeschi sono intorno a 17.990 euro. Nei Paesi Bassi la retribuzione indicata è di 15.158 euro lordi, mentre per l’Italia la fonte citata da Euronews riporta 9.203 euro lordi al mese, oltre alla diaria prevista. Più in basso Portogallo e Spagna, rispettivamente con 7.616 e 6.617 euro.