impianto fotovoltaico
Il nuovo impianto fotovoltaico Edison in provincia di Enna

Dopo la pausa estiva torna ad allungarsi il calendario degli incentivi per chi vuole ridurre la bolletta energetica dell’attività e produrre direttamente una quota maggiore dell’elettricità necessaria. Da settembre si concentrano infatti nuove aperture e scadenze regionali per fotovoltaico, accumuli e autoconsumo, con strumenti rivolti soprattutto alle imprese e, a seconda delle singole misure, anche ad altre categorie di beneficiari. Non c’è un modello unico: alcune Regioni puntano sui contributi a fondo perduto, altre affiancano sovvenzioni e finanziamenti agevolati. E aumentano anche le possibilità di utilizzare spazi aziendali diversi dai tetti degli stabilimenti.

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Dall’Umbria all’Emilia-Romagna, riparte la stagione degli sportelli

L’Umbria ha destinato 17 milioni di euro, incrementabili fino a 20, alla nuova linea per le fonti rinnovabili, finanziando fotovoltaico e sistemi di accumulo collegati sia a impianti nuovi sia a quelli già esistenti. La Regione ha inoltre previsto premialità per i progetti integrati e per chi aderisce o si impegna a costituire una Comunità energetica rinnovabile. In Emilia-Romagna, invece, il calendario Fesr fissa al 30 settembre l’apertura della misura per sostenere l’utilizzo delle fonti rinnovabili nelle imprese, inserita nel programma regionale dedicato alla transizione energetica.

Lombardia, innovazione e consumi entrano nello stesso investimento

Un altro appuntamento arriva dalla Lombardia, dove il 25 settembre è fissata la scadenza del Bando SI4.0 2026 promosso dal sistema camerale regionale. La misura guarda alla trasformazione tecnologica delle aziende e mette insieme innovazione digitale e competitività, in una fase nella quale il controllo dei consumi e l’efficienza dei processi diventano sempre più parte della stessa strategia industriale. Per le Pmi la transizione energetica non passa quindi soltanto dall’installazione di nuovi impianti, ma anche dalla capacità di conoscere in tempo reale dove e come viene utilizzata l’energia all’interno dell’azienda.

Friuli Venezia Giulia, incentivi più generosi per le imprese più piccole

È particolarmente ampia la nuova misura del Friuli Venezia Giulia, aperta fino alle ore 16 del 30 settembre 2026 alle imprese del manifatturiero, del terziario e delle costruzioni. Sono finanziabili nuovi impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e le opere direttamente connesse, con contributi che possono arrivare a 500 mila euro. Per gli impianti fino a 1.000 kWp l’intensità massima raggiunge il 50% per micro e piccole imprese, scende al 40% per le medie e al 30% per le grandi. La novità riguarda anche gli spazi utilizzabili: sono ammessi, a determinate condizioni, pannelli a terra all’interno del comprensorio aziendale e impianti sulle tettoie dei parcheggi.

Piemonte, il sostegno può arrivare all’intero investimento

Per chi programma interventi più consistenti c’è infine il Piemonte, che ha riaperto dal 4 giugno il bando 2026 per promuovere l’utilizzo delle energie rinnovabili nelle imprese, con oltre 12 milioni di euro di dotazione e uno sportello destinato a restare aperto fino alle ore 12 del 27 novembre. La misura è accessibile alle aziende di qualsiasi dimensione e può coprire fino al 100% dei costi ammissibili, attraverso il sistema di agevolazioni previsto dal programma regionale. L’obiettivo è ridurre consumi ed emissioni intervenendo sulla produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili e alleggerire, allo stesso tempo, il peso della componente energetica sui costi aziendali