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Più di 2,2 milioni di italiani nel 2022 si sono dimessi dal lavoro, il 41% degli occupati, inoltre, dopo due anni cambia azienda: anche per questo si rende necessaria l’apertura di un nuovo canale “Open Learning” che si avvale dell’Intelligenza Artificiale per costruire percorsi di formazione professionale tailor mad. I dati li fornisce una ricerca targata Digit’Ed sulle nuove tendenze nel mondo del lavoro, la soluzione, arriva dalla stessa società, che oggi ha presentato la prima edizione di Digit’Ed Fast Forward. Si tratta di un evento rivolto a top manager, responsabili RU, responsabili formazione e professionisti del settore education. Un’occasione per analizzare i trend e lo scenario del mercato educational. Presenti alla manifestazione CEO di grandi aziende come Emma Marcegaglia – Marcegaglia Holding, Luigi Ferraris – Ferrovie dello Stato, Fabrizio Palermo – Acea e Paolo Benanti, Professore presso Pontificia Università Gregoriana.

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Nasce Digit’Ed Fast Forward

Il più grande polo di formazione in Italia e uno dei maggiori player del settore a livello europeo, ha lanciato oggi la prima edizione di Digit’Ed Fast Forward. Un’occasione per professionisti del settore education, responsabili formazione ma anche top manager. Aziende e professionisti hanno, oggi più che mai, una grande necessità di formazione di qualità, strumento fondamentale per valorizzare il capitale umano e porlo al centro delle future strategie aziendali. Al centro l’Intelligenza artificiale per il futuro dell’apprendimento, non necessariamente sinonimo di conflitto tra la creatività umana e la sua tecnicalità, ma anzi strumento per ottenere risultati performanti sulla formazione del personale, e di conseguenza sulla redditività delle aziende.

 

L’andamento del mercato del lavoro in Italia. Dalla ricerca Digit’Ed emergono i nuovi trend

Grazie ad un’innovativa ricerca targata Digit’Ed, realizzata utilizzando l’Intelligenza Artificiale che ha processato più di 30mila profili professionali e 650mila job post dal 2017 a oggi, è stato possibile esaminare le informazioni sotto diversi aspetti, arricchite e normalizzate da modelli di machine learning e integrate con altre fonti con dati sorprendenti sul mercato del lavoro in Italia.

Nel solo 2022 sono stati 2,2 milioni i lavoratori che si sono dimessi (+13.8% rispetto al 2021, è aumentata del 41% la percentuale di coloro che nel primo biennio di impiego hanno cambiato azienda (rispetto al pre covid) specialmente nel settore bancario (+81%), delle utilities (+71%) e del retail (+35%). Grandi cambiamenti che iniziano ad interessare non solo professionisti con lunga esperienza alle spalle, ma dal post pandemia anche i profili junior che sono molto più propensi al dinamismo ed al cambiamento precoce. È raddoppiata la percentuale, infatti, di neo assunti con poca esperienza (o alla prima esperienza) che cambiano impiego entro 2 anni dall’assunzione.

 

Un mercato in forte evoluzione: per questo la formazione giocherà un ruolo cruciale

Sempre dall’indagine, emerge che nel 2022 è cresciuto di oltre il 50% il numero di professionisti che hanno seguito almeno un corso di formazione. Nel complesso si registra uno tsnunami che coinvolge in particolar modo i giovani: rispetto al periodo pre-Covid i profili junior cambiano lavoro con una frequenza due volte superiore, tanto che l’83% dei giovani professionisti lascia la propria mansione anche prima dei due anni. Le aziende, inoltre, faticano ad assumere profili di questo tipo: nonostante il 47% delle offerte si rivolga a junior, ne viene assunto solo il 10%, con le assunzioni che finiscono con il privilegiare figure più senior, già con competenze. L’82% dei dipendenti ritiene importante la riqualificazione ed il miglioramento delle proprie competenze ma una persona su due si ritiene insoddisfatta, perché priva di un’adeguata offerta formativa. 

 

Open Learning, il dipendente al centro di un percorso di formazione professionale innovativo

Nel corso dell’evento Digit’Ed ha lanciato la piattaforma, “Open Learning”, illustrata alla platea da Antonino Ciacio, Head of Technology di Digit’Ed. Grazie a un utilizzo massivo dell’Intelligenza Artificiale, il nuovo canale di formazione permetterà a ogni dipendente di costruire piani formativi personalizzati, dialogare con una chatbot a cui chiedere informazioni, osservare i propri progressi e socializzare all’interno delle proprie community. Nata con l’ambizione di superare le attuali soluzioni disegnate per le risorse umane, Open Learning rende l’apprendimento un’esperienza realmente coinvolgente, anche attraverso una fruizione semplice ed immediata. Inoltre, la piattaforma è stata progettata per integrare anche altri cataloghi di corsi, oltre a quelli in dotazione: le aziende che la adotteranno saranno in grado di erogare e soprattutto rendicontare anche corsi esterni, da semplici video presenti su YouTube, a prodotti più complessi sviluppati in realtà virtuale o per il metaverso. Per tutti questi motivi ‘Open Learning‘ rappresenta un unicum nel settore della formazione, destinata a trasformare il mercato.

CEO a confronto

Le sfide future del mercato del lavoro e la necessità di trattenere i talenti sono stati affrontati con importanti rappresentanti del panorama industriale italiano come Emma Marcegaglia, presidente e amministratore della Marcegaglia Holding, Luigi Ferraris, alla guida di Ferrovie dello Stato Italiane, Fabrizio Palermo, amministratore delegato di Acea e Paolo Benanti, Professore presso Pontificia Università Gregoriana e membro del Comitato scientifico Digit’Ed, che hanno partecipato ad un dibattito moderato dalla giornalista Sarah Varetto, intitolato “Capitale Umano: risorsa strategica e nuova frontiera della competitività”. Al Digit’Ed Fast Forward hanno presentato analisi e studi anche i vertici societari Digit’Ed come Gianandrea De Bernardis, Chairman, Valerio Momoni, Chief Corporate Development, e Mario Vitale, Chief Commercial Officer, oltre che importanti esponenti del mondo della formazione fra cui Niccolò Bossi, COO 24ORE Business School.