Fondi Sovrani
SALMAN BIN HAMAD AL KHALIFA PRIMO MINISTRO BAHRAIN, LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI

Cos’anno in comune i grattacieli di Porta Nuova, la Rete Unica di Tim e la squadra di calcio del Newcastle. La risposta è in due parole che non era così tanto cercate su Google dal 2008, l’anno della grande crisi: fondi sovrani. Perché questi investitori hanno un ruolo sempre maggiore nell’economia mondiale. Il centro Global Swf ha calcolato che i fondi sovrani abbiamo speso quasi 125 miliardi di dollari in 324 operazioni e incrementato in modo consistente i loro patrimoni, fino a coprire un decimo del prodotto interno lordo mondiale.

Dove si trovano i fondi sovrani

I fondi sovrani sono ormai presenti in ogni settore e Stato, Italia inclusa. I grattacieli milanesi di Porta Nuova sono di proprietà della Qatar Investment Authority e non sono gli unici a investire in Italia anche se nel 2023 nel complesso si è registrata una riduzione dell’impegno nella penisola. Sono stati, infatti, spesi  circa 800 milioni di dollari. Saranno i prossimi anni quelli decisivi per una serie di operazioni sul territorio italiano. Tra queste si annovera l’ingresso della Abu Dhabi Investment Authority, già socio di Teamsystem, nella cordata che ha comprato la rete unica Tim per 18,8 miliardi. Ma non solo, uno degli obiettivi potrebbero essere i 20 miliardi di privatizzazioni che sono stati pianificati dal governo italiano.

Da dove arrivano i soldi

Sono in molti a essersi chiesti la provenienza del denaro che anima queste operazioni. Negli ultimi anni un ruolo chiave l’hanno giocato senza dubbio gli stati che sono affacciati sul Golfo Persico e le relative monarchie, che hanno approfittato non solo degli extraprofitti dovuti alla vendita di petrolio, ma anche alla preferenza per i mercati domestici dei fondi asiatici e nordamericani. I fondi sovrani di Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Oman e Bahrein hanno speso 82,3 miliardi di dollari nel 2023. Un nome spicca però su tutti: Public Investment Fund, in sigla Pif. Il fondo saudita da 700 miliardi ha investito più di tutti l’anno scorso 31,6 miliardi- scavalcando per la prima volta il colosso di Singapore Gic. In Italia Pif ha puntato soprattutto sul lusso, divenendo socio degli hotel Rocco Forte, degli yacht di Azimut Benetti e delle supercar Pagani. Da ultimo, Pif ha rilevato con un investimento da oltre no milioni il 6% del produttore di attrezzature da palestra Technogym. Il fondo saudita ha destinato circa 10 miliardi in tre anni allo sport. Ha acquisito la maggioranza del circuito professionistico di golf Liv, il club inglese Newcastle, quote di aziende attive a vario titolo negli e-sports. Sin dalla riforma nel 2015, d’altronde, Pif è diventato il braccio della politica economica ed estera di Mohammed bin Salman.