Il Fondo Monetario Internazionale conferma un quadro di crescita moderata per l’economia europea, con poche revisioni positive e alcuni segnali di rallentamento nelle principali economie dell’Eurozona. Nell’aggiornamento del World Economic Outlook, l’organismo di Washington mantiene invariate le stime per l’Italia e la Spagna, mentre rivede al ribasso le prospettive della Francia e, in parte, della Germania. Un contesto che riflette la persistente debolezza della domanda interna, le tensioni sul commercio internazionale e un clima di incertezza che continua a pesare sugli investimenti.
Italia, crescita confermata ma senza accelerazione
Per l’Italia il Fondo Monetario Internazionale conferma una crescita del Pil pari allo 0,5% sia nel 2026 sia nel 2027. Una previsione invariata rispetto alle stime diffuse ad aprile che, se da un lato evidenzia una certa stabilità, dall’altro conferma l’assenza di una vera accelerazione dell’economia nazionale. Il ritmo di espansione resta infatti contenuto e inferiore rispetto ad altri Paesi europei, segnalando come il percorso di consolidamento rimanga ancora graduale.
Francia e Germania, il motore europeo rallenta
Più prudente il giudizio del Fondo sulla Francia, la cui crescita per il 2026 viene rivista allo 0,6%, con un taglio di 0,3 punti percentuali rispetto alle previsioni formulate ad aprile. Rimane invece invariata la stima per il 2027, fissata allo 0,9%. Anche la Germania, pur mostrando prospettive di ripresa, continua a muoversi con cautela: il Pil è atteso in aumento dello 0,7% quest’anno e dell’1,0% nel 2027, numeri che confermano una ripresa ancora fragile dopo le difficoltà degli ultimi esercizi.
La Spagna resta il punto di riferimento dell’Eurozona
Tra le principali economie europee continua a distinguersi la Spagna, che mantiene il profilo di crescita più dinamico. Il Fondo Monetario Internazionale ha infatti confermato una crescita del 2,1% nel 2026 e dell’1,8% nel 2027, lasciando inalterate le precedenti previsioni. Un risultato che evidenzia una maggiore capacità di tenuta rispetto agli altri grandi Paesi dell’Eurozona e conferma come Madrid continui a beneficiare di una domanda interna più solida e di un mercato del lavoro ancora resiliente.
















