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Maurizio Leo, viceministro dell'Economia

Fisco, sanzioni: sarebbe quasi pronto il decreto attuativo che rivede le conseguenze tributarie, amministrative e penali per chi non risulta in regola con gli obblighi fiscali. Secondo quanto riportato dal Messaggero, il provvedimento potrebbe essere discusso già domani in consiglio dei ministri. Il decreto va nella direzione di rendere più esigibile il credito dello Stato rendendo il sistema meno punitivo. Il vice ministro all’Economia Maurizio Leo ha ribadito l’intenzione di allineare il sistema sanzionatorio italiano a quello europeo. In Italia omettere di dichiarare i redditi comporta una sanzione tra il 120 e il 240 per cento dell’imposta; per una dichiarazione infedele o incompleta tra il 90 e il 180 per cento. La media europea, alla quale con il decreto si vorrebbero allineare anche le sanzioni italiane, è invece del 60 per cento. La relazione illustrativa della delega fiscale ha definito «abnormi» le. attuali sanzioni e questo livello «intollerabile».

Fisco, sanzioni: chi si accorda con il fisco evita il processo penale

Il decreto intende stabilire il principio che se un contribuente raggiunge un accordo transattivo con il Fisco, se ne debba tenere conto anche ai fini dell’imputazione. Chi si accorda e paga, non dovrebbe più essere oggetto di un processo penale. Il decreto attuativo introduce anche l’esclusione della punibilità per l’omesso versamento delle imposte in caso di sopravvenute difficoltà finanziarie: la cosiddetta evasione da “sopravvivenza”. È quel che accade a chi dichiara regolarmente le tasse dovute, ma poi non riesce ad effettuare il versamento. L’altro capitolo, molto atteso, del provvedimento, riguarda invece, come visto, le sanzioni amministrative. Ieri il vice ministro Leo, in visita alla Sogei, il partner tecnologico delle amministrazioni pubbliche, ha ribadito ha ribadito l’impegno del governo in questo 2024, per il completamento di una riforma fiscale che, da un lato, serve all’Italia per essere al passo con altri paesi più avanzati del sistema europeo e, dall’altro, per permettere un ridisegno di tutti i tributi e di tutti i momenti del rapporto fisco-contribuente.