L’Agenzia delle Entrate compie un nuovo passo nel percorso di rafforzamento del regime di adempimento collaborativo, introducendo ulteriori indicazioni operative destinate alle imprese che intendono aderire al sistema di cooperative compliance. Con un nuovo provvedimento firmato dal direttore Vincenzo Carbone, vengono integrate le Linee guida già pubblicate negli ultimi mesi, con l’obiettivo di fornire un quadro sempre più dettagliato per la gestione del rischio fiscale e per la certificazione dei sistemi di controllo aziendali.
Nuove istruzioni per la cooperative compliance
Il provvedimento approvato dall’Agenzia delle Entrate amplia il percorso già avviato con le istruzioni diffuse nel 2025 e successivamente aggiornate nel gennaio 2026. Le nuove schede operative sono il risultato del lavoro sviluppato dal tavolo tecnico composto dall’Agenzia delle Entrate e dall’Organismo Italiano di Contabilità (OIC), una collaborazione finalizzata a uniformare gli aspetti contabili e fiscali delle fattispecie più complesse. L’obiettivo è offrire alle imprese strumenti sempre più efficaci per gestire le aree di maggiore incertezza.
Focus su cripto-attività e diritto d’uso delle infrastrutture
Le nuove indicazioni affrontano due casi specifici che negli ultimi anni hanno assunto un peso crescente nella pratica aziendale. Da una parte viene analizzato il trattamento contabile delle criptovalute, tema sempre più rilevante per le società che investono in asset digitali; dall’altra vengono fornite istruzioni sul diritto d’uso esclusivo di un’infrastruttura, con chiarimenti utili sia sotto il profilo contabile sia sotto quello fiscale. In questo lavoro, l’OIC si occupa esclusivamente della disciplina contabile, mentre all’Agenzia delle Entrate spetta la definizione degli aspetti tributari.
Controllo del rischio fiscale sempre più centrale
Le Linee guida si rivolgono alle imprese interessate ad accedere al regime di adempimento collaborativo, che richiede la presenza di un sistema strutturato di rilevazione, misurazione e controllo del rischio fiscale. La certificazione del Tax Control Framework rappresenta infatti uno degli elementi essenziali per l’ammissione al regime e consente di instaurare un rapporto di maggiore trasparenza con l’Amministrazione finanziaria, favorendo la gestione preventiva delle questioni fiscali più delicate.
Un regime sempre più aperto alle imprese
Introdotto nel 2015, il regime di adempimento collaborativo è stato significativamente rafforzato dal Decreto legislativo 221/2023, che ha progressivamente ampliato la platea dei soggetti ammessi attraverso l’abbassamento delle soglie di accesso. Il sistema punta a promuovere un dialogo costante tra imprese e Fisco, consentendo di affrontare preventivamente le questioni interpretative più complesse e riducendo il rischio di contenzioso. Una strategia che punta a coniugare certezza del diritto, maggiore compliance e un rapporto più collaborativo tra contribuenti e Amministrazione finanziaria.















