concordato preventivo biennale

Il nuovo decreto attuativo per gli incentivi 5.0, attualmente sotto esame della Corte dei Conti, introduce una complessa serie di comunicazioni necessarie per ottenere il credito d’imposta. Le imprese hanno un anno di tempo, dalla conclusione del progetto, per attivare gli impianti di energia rinnovabile.

Documentazione e procedura

Il piano Transizione 5.0, composto da 24 articoli e relativi allegati, stabilisce le modalità per calcolare i risparmi energetici e usufruire dei crediti d’imposta. Questo decreto, chiuso recentemente dai ministeri competenti, potrebbe diventare operativo a fine luglio, secondo quanto dichiarato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.

Gli incentivi riguardano progetti di innovazione che garantiscono un determinato risparmio energetico, con un tetto di spesa di 6,23 miliardi di euro suddivisi tra il 2024 e il 2030. L’aliquota massima del credito d’imposta è del 45% e il limite dei costi ammissibili è fissato a 50 milioni di euro. Sono ammesse tutte le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla loro forma giuridica, settore, dimensione o regime fiscale.

Procedura di richiesta

Le aziende interessate devono inizialmente trasmettere una comunicazione preventiva con informazioni sul progetto, accompagnata da una perizia asseverata sugli obiettivi di risparmio energetico. Il GSE, dopo aver verificato l’esistenza di risorse residue, comunica entro cinque giorni l’importo del credito d’imposta potenzialmente spettante.

Entro 30 giorni dalla ricezione di questa comunicazione, l’impresa deve inviare una comunicazione intermedia sugli investimenti, attestando che almeno il 20% del totale è stato speso tramite acconto. Successivamente, il GSE verifica e, se necessario, ridetermina l’importo del credito d’imposta.

Comunicazioni finali

Una volta completato il progetto (entro il 28 febbraio 2026), l’impresa deve inviare una comunicazione finale contenente attestazioni sul rispetto degli obblighi previsti dal PNRR, certificazioni sui risultati ottenuti, perizie asseverate e certificazioni contabili sulle spese ammissibili. In totale, sono necessarie otto tra comunicazioni, attestazioni e perizie.

Tempi e modi d’uso

Saranno ammissibili ai benefici i progetti avviati dal 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025. La data di avvio corrisponde al primo impegno giuridicamente vincolante per ordinare i beni oggetto di investimento. Il credito d’imposta sarà utilizzabile in compensazione a partire da dieci giorni dopo la comunicazione di fine investimento. Le imprese potranno utilizzarlo in una o più quote entro il 31 dicembre 2025; l’eventuale importo non utilizzato potrà essere impiegato in cinque quote annuali di pari importo.

Scaglioni di riduzione dei consumi energetici

I progetti saranno suddivisi in 3 scaglioni in base alla riduzione dei consumi energetici ottenuti:

  1. Primo Scaglione: riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva non inferiore al 3% o dei processi produttivi non inferiore al 5%. Credito d’imposta del 35% per investimenti fino a 2,5 milioni, del 15% per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni, e del 5% per la quota oltre 10 milioni fino al limite massimo di 50 milioni.
  2. Secondo Scaglione: riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva superiore al 6% o dei processi produttivi superiore al 10%. Credito d’imposta del 40% per investimenti fino a 2,5 milioni, del 20% per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni, e del 10% per la quota oltre 10 milioni fino al limite massimo di 50 milioni.
  3. Terzo Scaglione: riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva superiore al 10% o dei processi produttivi superiore al 15%. Credito d’imposta del 45% per investimenti fino a 2,5 milioni, del 25% per la quota oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni, e del 15% per la quota oltre 10 milioni fino al limite massimo di 50 milioni.