Fisco
Maurizio Leo, viceministro dell'Economia e delle Finanze

La riforma fiscale completa il suo percorso politico con l’approvazione degli ultimi tre decreti legislativi da parte del Consiglio dei ministri. Un passaggio che chiude il cantiere aperto con la legge delega del 2023 e interviene su alcuni dei dossier più sensibili per contribuenti e imprese: dalle detrazioni per la famiglia al concordato preventivo, fino all’incrocio tra Pos e registratori telematici. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo parla di una svolta «storica», mentre per conoscere formulazioni definitive, decorrenze ed eventuali regimi transitori bisognerà attendere la pubblicazione dei testi in Gazzetta Ufficiale, prevista entro la fine di agosto.

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Detrazioni familiari, il riordino passa dall’Irpef

Il primo fronte riguarda la revisione dell’Irpef applicata ai carichi familiari, con l’obiettivo di correggere alcune criticità emerse nel sistema delle detrazioni. Il nuovo impianto dovrebbe considerare in modo più puntuale la composizione del nucleo e la presenza di persone con disabilità, cercando di rendere più coerente il trattamento tributario delle diverse situazioni familiari. L’intervento si inserisce nel disegno tracciato dalla legge delega numero 111 del 2023, che prevede una graduale revisione dell’imposta personale attraverso il riordino di aliquote, scaglioni, deduzioni e sconti fiscali. Gli effetti concreti sui contribuenti dipenderanno tuttavia dalle disposizioni definitive e dalle relative date di applicazione.

Concordato, incentivi per chi rinnova l’accordo

Un altro capitolo centrale interessa il concordato preventivo biennale, lo strumento attraverso il quale autonomi e imprese possono concordare anticipatamente con il Fisco il reddito imponibile. Secondo la ricostruzione del Sole 24 Ore, ripresa dall’ANSA, per chi rinnova l’adesione sarebbe previsto lo stop ai controlli relativi ai quattro anni dal 2020 al 2023, accompagnato da un sistema di premialità. Tra i vantaggi indicati figurano procedure più semplici per compensazioni e rimborsi e condizioni agevolate per il pagamento delle imposte a rate. Il meccanismo punta così a rendere più conveniente la continuità dell’accordo, rafforzando la collaborazione tra amministrazione finanziaria e contribuenti.

Scontrini e pagamenti elettronici, arriva la tolleranza del 5%

Sul terreno degli adempimenti viene introdotta una soglia di tolleranza per le differenze tra i dati trasmessi dai registratori telematici e quelli relativi ai pagamenti effettuati con carte e Pos. Le sanzioni legate al mancato o non corretto collegamento tra i due sistemi scatterebbero soltanto quando lo scostamento supera il 5 per cento, evitando che irregolarità marginali o disallineamenti tecnici producano automaticamente una penalizzazione. È una correzione attesa soprattutto dalle attività commerciali, chiamate a gestire ogni giorno grandi quantità di transazioni e flussi informatici. L’obiettivo economico è trovare un equilibrio tra la necessità di assicurare la tracciabilità degli incassi e quella di non appesantire gli operatori con contestazioni sproporzionate.

Auto aziendali, più semplice il calcolo dei fringe benefit

L’ultimo intervento di maggiore impatto riguarda la disciplina fiscale dei veicoli concessi ai dipendenti per uso promiscuo, uno degli ambiti più complessi del sistema dei fringe benefit. La revisione punta a semplificare il trattamento delle auto aziendali e a ridurre le incertezze applicative che possono incidere sulle buste paga, sui costi delle imprese e sulle politiche di gestione delle flotte. Per le aziende sarà decisivo capire come verranno calcolati i nuovi valori imponibili e quale trattamento sarà riservato ai contratti già sottoscritti, alle nuove assegnazioni e alle differenti tipologie di alimentazione. Anche in questo caso, il quadro operativo potrà essere valutato soltanto dopo la pubblicazione dei decreti e l’analisi delle eventuali norme transitorie.