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FINANZIARE L'IMPRESA

Tesoreria, il confronto porta innovazione

Aiti e Acef si alleano per promuovere il dialogo favorendo lo scambio di esperienze utili ai soci. Insieme, i professionisti potranno sensibilizzare le imprese sui temi del change management

Alessandra Damiani e Gianfranco Barbieri
Tesorieri in prima linea anche sul fronte digitale

In più di un’occasione, nell’ambito della nostra attività culturale e formativa, abbiamo avuto con Acef il piacere di ospitare, quali relatori, tesorieri di Aiti che ci hanno introdotto al ruolo del tesoriere nella vita dell’impresa. Una figura affascinante, quella del tesoriere, che deve: pianificare i fabbisogni di cassa con ritmi giornalieri, quindicinali, mensili, trimestrali, annuali - sapere per controllare le tecnicalità di gestione finanziaria - vedere tutto, contratti, fatture, bolle, contestazioni, ritardi, per anticipare le reazioni della tesoreria - guardare sempre avanti per prevedere e provvedere con tempestività -  curare i dati storici e prospettici – raccogliere dati e informazioni da tutte le direzioni – mantenere gli utilizzi di cassa al di sotto dei parametri di sicurezza scelti dall’azienda – equilibrare le diverse linee di credito – assicurare i rischi di cambio – minimizzare il costo del denaro, oltre a tanto altro e non solo, ma anche gestire gli equilibri della tesoreria inter-company, quando prevista. Un compito di massima importanza nella cosiddetta giornata del tesoriere è anche quello di “rappresentanza” della propria azienda nei confronti  degli istituti di credito nell’antico rapporto “banca - impresa”, oggi per noi piuttosto “impresa – banca”, e non solo per il gioco di parole ma perché è l’imprenditore che deve scegliersi i propri partner bancari gestendo i rapporti con professionalità alla pari, avvalendosi della regolarità e qualità dei dati finanziari e qualitativi relativi alla propria azienda forniti dalla Centrale dei rischi di Banca d’Italia.

Le imprese, e non solo quelle piccole, sono spesso carenti nelle procedure di gestione della tesoreria, interpretandola solamente quale funzione di incasso e pagamento, ai ritmi della contabilità generale, clienti e fornitori, senza alcuna attività previsionale circa i prossimi e futuri bisogni di cassa. Il Codice della crisi e dell’insolvenza richiede invece la determinazione, almeno di un semestre avanti da ogni rilevazione, dell’indice prospettico Dscr, come pure di altri indici economici, patrimoniali e finanziari, ma retrospettivi. Quanto sopra dovrebbe pertanto avvicinare le piccole e medie imprese al concetto di gestione finanziaria di previsione per la continuità aziendale, in luogo dell’attività di mero incasso e pagamento.

I commercialisti dovrebbero avviare piani formativi per i propri professionisti in risposta ai nuovi bisogni delle imprese

Da parte loro, i dottori commercialisti dovrebbero avviare piani formativi per i propri professionisti di risposta ai nuovi bisogni delle imprese, finalizzati a fornire servizi professionali di consulenza e assistenza per la continuità del business ed ora, in particolare, per vivere la ripresa. La formazione dovrebbe concentrarsi sulle più svariate materie aziendali, in particolare quelle necessarie per il riavvio delle attività e di compliance alle previsioni del Cci, che ben prevede come pianificare e monitorare la continuità aziendale, avvalendosi dell’adeguatezza degli assetti amministrativo-contabili e di previsioni finanziarie fondate sull’attendibilità degli stessi. Per una continuità aziendale da ritrovare è necessario dapprima operare per rendere certi e stabili i dati finanziari ed economico-patrimoniali di partenza, per seguire subito dopo con la scrittura e avvio di un eventuale piano industriale di risanamento. Il programma di sensibilizzazione delle imprese, da parte dei professionisti, ai temi del change management necessari a interpretare e governare i nuovi scenari economici lasciati dalla pandemia, si deve popolare di temi quali il lavoro, la finanza agevolata, la tesoreria e i bandi pubblici regionali, nazionali e internazionali, i principi di attestazione dei piani di risanamento, gli adeguati assetti amministrativi e contabili, mirando a servizi professionali strutturati di consulenza, assistenza e affiancamento delle imprese.

Da queste considerazioni, e dal piacere di fare cose insieme, all’inizio del 2020 è nata l’idea di formalizzare un gemellaggio tra Acef ed Aiti con lo scopo di promuovere il dialogo reciproco, favorire lo scambio di esperienze utili ai soci di entrambe le realtà, e diffondere la cultura dell’innovazione nel confronto costruttivo.

Il progetto “allerta crisi” affianca le pmi per verificare l’adeguatezza dei loro assetti organizzativi, amministrativi e contabili

Le linee guida per il visto di conformità e di congruità sull’informativa finanziaria

Alla fine del mese di aprile 2021 il Cncdec ha pubblicato la versione definitiva delle “Linee guida per il rilascio del visto di conformità e del visto di congruità sull’informativa finanziaria aziendale da parte dei commercialisti”, con riferimento, sul piano normativo, alle previsioni contenute nel D.Lgs. 139/2005, e in particolare all’art. 1, laddove viene stabilito che “agli iscritti nell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, è riconosciuta competenza specifica in economia aziendale e diritto d’impresa e, comunque, nelle materie economiche, finanziarie, tributarie, societarie ed amministrative” e che, in particolare, formano oggetto della professione “la verificazione ed ogni altra indagine in merito all’attendibilità di bilanci, di conti, di scritture e di ogni altro documento contabile delle imprese ed enti pubblici e privati”, e in conformità con la normativa di vigilanza bancaria (documento Eba “Final Report - Guidelines on loan origination and monitoring” - Lom). 

“Oggetto del visto di conformità sull’informativa finanziaria aziendale storica e corrente (backward-looking information) è la necessaria e preventiva valutazione degli adeguati assetti gestionali – amministrativi, organizzativi e contabili – previsti dall’art. 2086 del Codice civile nonché di tutta la documentazione ritenuta significativa, opportunamente revisionata e normalizzata, inerente a: 

a) la reportistica storica, relativa agli ultimi quattro esercizi in continuità funzionale: bilanci d’esercizio e consolidati (ove esistenti), situazioni contabili (a fine esercizio) e riscontro di conti analitici quando opportuno; 

b) la reportistica corrente, relativa all’anno in corso e a quello precedente: bilancio pro-forma ottenuto dalla proiezione inerziale a fine esercizio in corso della situazione contabile a 3, 6, 9 mesi destagionalizzata attraverso il confronto con la situazione contabile dell’esercizio precedente riferita alla stessa data; 

c) il rendiconto di tesoreria relativo all’esercizio in corso comprensivo dei pagamenti ed incassi attesi sulla base della documentazione di riscontro: fatture emesse e ricevute, fatture da emettere e da ricevere, ordini di vendita e d’acquisto.

Oggetto del visto di congruità sull’informativa finanziaria aziendale prospettica è tutta la documentazione prospettica ritenuta significativa, opportunamente revisionata e normalizzata da parte del professionista incaricato, inerente a: 

a) il piano aziendale strategico e i piani operativi, comprensivi delle simulazioni economico-finanziarie relative allo scenario base atteso; 

b) il budget d’esercizio, comprensivo del budget di tesoreria a 12/18 mesi; 

c) le valutazioni d’impatto dei possibili scostamenti dagli obiettivi (impatto dei rischi e prove di stress) sui principali key performance indicators (Kpi) su base stocastica e multi-scenario relativa all’adeguatezza patrimoniale e alla situazione di liquidità, ivi compresa la posizione dei debiti finanziari verso banche, società finanziarie e altri soggetti finanziatori non bancari; 

d) la valutazione finale della prospettiva di continuità aziendale, sia funzionale che operativa, ai sensi e per gli effetti del principio contabile Oic 11 e del principio di revisione, quando ritenuto maggiormente prudenziale, Isa 570. “

Il progetto “allerta crisi” 

Il progetto “Allerta Crisi™” promosso dallo Studio Barbieri & Associati Dottori Commercialisti di Bologna, finanziato dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del Programma operativo regionale (Por Fesr 2014/2020) e presentato in anteprima a Farete 2019 si rivolge alle Pmi, viste come entità autonome o come parti di una filiera produttiva, che ai sensi del Nuovo Codice delle crisi e dell’insolvenza devono “dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili, anche in funzione della tempestiva emersione di situazioni di crisi e della perdita della continuità aziendale”. L’obiettivo non è, tuttavia, quello di assolvere a un mero adempimento di legge, bensì quello di affiancare le imprese per verificare l’adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili, ed assisterle se necessario nell’implementazione di un modello di governance in grado di assicurare alle parti interessate (fornitori, dipendenti, clienti, banche, erario) la necessaria trasparenza e affidabilità dell’informazione finanziaria aziendale, storica, corrente e prospettica. 

L’approccio “base” si articola in quattro fasi:  verifica di adeguatezza degli assetti organizzativi, amministrativi e contabili, implementazione di un cruscotto di indicatori per il monitoraggio dello “stato di salute” dell’azienda; integrazione dei dati disponibili mediante sistemi di business intelligence; mantenimento, mediante monitoraggio periodico degli indicatori e delle informazioni disponibili.

Dopo l’approvazione da parte del Cndcec delle linee guida, è stata individuata una quinta fase che prevede, dopo un processo di diagnosi, controllo e monitoraggio dei rischi economico-finanziari dell’impresa, l’eventuale rilascio di un visto di conformità e congruità sull’informativa finanziaria aziendale.

Laddove necessario l’azienda potrà essere supportata nell’adeguamento delle criticità e nell’individuazione di soluzioni utili a garantire la continuità aziendale o la migliore gestione dello stato di crisi.

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