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FINANZIARE L'IMPRESA

Et voilà, la borsa continentale

Diciamo la verità: Londra non si è mai sentita continentale. Così, con il passaggio di Borsa Italiana a Euronext, la prospettiva di creare un vero polo borsistico europeo si fa sempre più concreta. A tutto vantaggio delle Pmi

Chiara Merico
Et voilà, la borsa continentale

La chiusura formale dell’operazione è arrivata lo scorso 29 aprile: in quella data si è infatti perfezionata l’acquisizione di Borsa Italiana – che dal 2007 era controllata dal London Stock Exchange - da parte di Euronext, il gruppo che riunisce già le piazze finanziarie di Parigi, Amsterdam e Bruxelles. Un’operazione da 4,44 miliardi di euro, che ha dato vita a quello che i due partner hanno definito il principale hub di quotazione in Europa, con oltre 1.890 società quotate per un totale di 5,6 trilioni di euro di capitalizzazione di mercato, oltre alla sede principale di raccolta di capitali, con oltre 63 miliardi di euro raccolti nel 2020 dagli investitori per finanziare le società nel continente.

Si tratta di una buona notizia per le imprese italiane, che da sempre scontano «storici e strutturali ritardi» nell’accesso ai mercati finanziari, osserva Claudio Torcellan, partner di Oliver Wyman e responsabile financial services per il Sud-Est Europa. «L’acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext offre un’opportunità unica per superare questi ritardi, attraverso la creazione del ‘campione europeo’ per capitalizzazione delle aziende quotate sui mercati azionari e per volumi di aziende portate in quotazione».

«L’acquisizione di Borsa Italiana da parte di Euronext può essere inquadrata come un’opportunità di sviluppo per il mercato borsistico italiano ed europeo, che produrrà i suoi effetti nel breve-medio periodo», concordano Nicola Spadafora e Gianluca Cambareri, partner dello studio legale Tonucci & Partners. «L’ingresso di Borsa Italiana all’interno di Euronext mira infatti a generare importanti benefici sul mercato attraverso vari passaggi: l’integrazione di Borsa Italiana all’interno di un unico pool di liquidità paneuropeo, l’ampliamento del network di investitori professionali internazionali e lo sviluppo di preziose sinergie tra Euronext Growth, il mercato dedicato alla quotazione delle Pmi nell’Eurozona, e Aim Italia. L’attuale processo di quotazione delle Pmi potrebbe essere ottimizzato e ulteriormente semplificato anche in ragione delle possibili sinergie tra Euronext Growth e Aim Italia e del potenziale sviluppo della piattaforma Elite (il programma di Borsa Italiana dedicato al supporto delle piccole realtà che vogliono quotarsi, ndr) nell’Eurozona».

La missione ultima dell’unione tra Euronext e Borsa Italiana «è proprio quella di promuovere e agevolare lo sbarco in Borsa delle imprese, in particolare di quelle a piccola e media capitalizzazione», ragiona Christophe Grosset, sales executive Italia e Francia di Spectrum Markets. «Il consolidamento non volge certo ad attirare le ambizioni di quotazione di grandi multinazionali: non è ancora possibile immaginare che sia il mercato europeo a rubare il palco a Wall Street nel fare da teatro alle più acclamate Ipo». Tuttavia, sottolinea Grosset, «in Europa, e in particolare in Italia, si sente il bisogno di slegarsi da un’idea di finanziamento all’impresa prevalentemente banco-centrica per abbracciare la raccolta di capitali attraverso i mercati finanziari. Questa necessità è tangibile e si riflette, ad esempio, nella nascita nel ramo fintech di un numero sempre maggiore di piattaforme che propongono sistemi alternativi di finanziamento». Uno scopo che secondo l’esperto Borsa Italiana aveva «già ricercato attraverso l’unione con il London Stock Exchange»: in questo senso «Euronext rappresenta una seconda occasione» per Piazza Affari.

Euronext crede molto alla sostenibilità e questo può rappresentare un motivo di attrazione per gli investitori

Si tratta «di un’operazione assolutamente sensata, specie dopo la decisione del Regno Unito di uscire dall’Unione Europea», commenta Massimo Fuggetta, fondatore e chief investment officer di Bayes Investments. «I mercati presidiati da Euronext, infatti, presentano caratteristiche simili al mercato italiano, sicuramente più di quello inglese. E questa operazione potrebbe avere ricadute favorevoli anche sulle small cap nostrane». Le ragioni sono molteplici: «Euronext Growth è il mercato dedicato alla quotazione delle piccole e medie imprese nell’Eurozona, l’equivalente – con le dovute differenze – di quello che per Borsa Italiana è l’Aim», spiega Fuggetta. «Tra i due mercati dovrebbe nascere una preziosa sinergia, quando non una vera e propria fusione, che potrebbe avere ripercussioni positive sulle small cap italiane. Ci sarà un allargamento della platea dei potenziali investitori nelle società più piccole del nostro Paese. Per le Pmi italiane, infatti, la presenza sui mercati non è mai stato il principale problema. Le società continuano a quotarsi, a un tasso anche più elevato rispetto ad altri Paesi. Quello che manca è la liquidità: gli scambi risultano spesso limitati, anche perché gli investitori domestici non sono focalizzati su questo comparto. Il risultato finale, quindi, è che il prezzo del titolo spesso non rispecchia il reale valore della società, mentre un ampliamento del bacino di utenza potrebbe certamente favorire un’inversione di tendenza».

Per le small e mid cap italiane l’integrazione di Borsa Italiana in Euronext rappresenta una «grande opportunità di competitività a livello europeo e internazionale: si tratta di una piattaforma in cui il valore delle nostre imprese può essere apprezzato da investitori internazionali», evidenzia Anna Lambiase, fondatore e ceo di IR Top Consulting. «Euronext crede poi molto nella sostenibilità e questo può rappresentare un motivo di attrazione per gli investitori sensibili a queste tematiche. Le piccole imprese potranno così accedere a opportunità di finanza adeguate alla taglia e allo sviluppo dell’azienda”» L’integrazione potrebbe favorire in particolare «le Pmi innovative, perché gli investitori europei cercano aziende di nicchia», sottolinea Lambiase. «Il contesto geografico diversificato può rappresentare un’opportunità anche per le operazioni di m&a: molte piccole imprese hanno infatti progetti di crescita per linee esterne». Per il ceo di IR Top il passaggio di Borsa Italiana a Euronext rappresenta «un boost per la quotazione delle piccole imprese».

«Euronext porta a compimento il progetto volto alla realizzazione di un hub finanziario paneuropeo in cui Borsa Italiana sarà chiamata a ricoprire un ruolo centrale», fanno notare Spadafora e Cambareri di Tonucci & Partners. «Il polo borsistico europeo si pone l’obiettivo di sostenere finanziariamente le Pmi e supportarne la crescita attraverso la semplificazione dell’accesso ai mercati europei. Nell’attuale contesto di crisi economica dovuto anche alla diffusione della pandemia, l’auspicio è che si possa raggiungere questo obiettivo nel minor tempo possibile».

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