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E il venture capital “scopre” le startup

Raddoppiano le operazioni a sostegno delle startup, da 53 nel 2019 a 108 nel 2020, per ammontare investito che passa da 230 milioni di euro nel 2019 a 325 milioni di euro del 2020

Anna Gervasoni*
E il venture capital “scopre” le startup

Possiamo finalmente parlare anche in Italia di una filiera finanziaria a supporto delle start up. Grazie all’attività degli operatori privati e pubblici il 2020 è stato un anno decisivo in tal senso. Questa è la prima considerazione che emerge dalla lettura dei dati annuali appena pubblicati dal VeM - Venture Capital Monitor. Nato nel 2008 dalla collaborazione tra Aifi e Liuc – Università Cattaneo, attivo presso la Business School è realizzato grazie al contributo di Intesa Sanpaolo Innovation Center ed E. Morace & Co. Studio legale e si è quest’anno arricchito della collaborazione istituzionale di Iban e Cdp Venture Capital Sgr. Si è così completato il quadro, con l’obiettivo di avere un unico database metodologicamente solido, e la prospettiva di aggregare i dati di  nuovi altri importanti attori, tra cui i fondi di technology transfer e Invitalia.

Anche i nuovi veicoli promossi da Cdp Venture Capital Sgr sono un hub di supporto alla filiera dell’early stage

Il rapporto, una bussola per comprendere come si orienta e sviluppa l’attività di supporto all’ early stage, ha infatti  ampliato il proprio perimetro di analisi per meglio ricomprendere i vari segmenti dell’offerta di capitali. Innanzitutto i business angels sono entrati stabilmente nella rilevazione a fianco dei fondi di venture capital. Pur nella difficoltà di mappare un mercato per sua natura informale,  grazie alla collaborazione con l’associazione nazionale che li raduna, si è censita la loro attività, evidenziando  un raddoppio del numero di operazioni effettuate in sinergia con i venture capitalist che passano da 53 nel 2019 a 108 nel 2020, nonché una crescita dell’ammontare investito che passa da 230 milioni di euro nel 2019 a 325 milioni di euro del 2020. Come avviene nella prassi internazionale, l’angel supporta lo startupper, non solo economicamente ma soprattutto assistendolo nel piano di crescita, nel processo di selezione delle risorse umane e di investimenti che dia più  probabilità di successo. Ma quando servono risorse maggiori è fondamentale l’ingresso di un fondo di venture capital, che spesso affianca l’angel, come ci dicono le statistiche. Ma abbiamo un nuovo protagonista che si è affermato:  il corporate venture capitalist. Si tratta di banche e imprese che vedono in questa attività una importante via di accelerazione dei processi di innovazione e di intercettazione di risultati di ricerca e sviluppo. Tale attività si svolge con modelli differenti, che utilizzano un team dedicato e spesso anche un veicolo finanziario distinto. Oltre al settore bancario, attento all’evoluzione dei sistemi di pagamento, di tracciamento e di sicurezza, ma non solo, vediamo molte imprese che fanno scouting nei settori della robotica, della meccatronica e dell’intelligenza artificiale. Tanti  i settori coinvolti, dall’Ict, al medicale, al Food, al fintech, per citarne alcuni. Abbiamo poi i nuovi veicoli promossi da Cdp Venture Capital Sgr, vero e proprio hub di supporto alla filiera dell’early stage, che dal secondo semestre hanno iniziato a cambiare le statistiche del mercato, attraverso un consistente ed articolato numero di interventi.

Il consuntivo 2020 è positivo, la  filiera del venture capital ha realizzato 330 operazioni, in crescita rispetto al 2019,  pari a un ammontare investito di 650 milioni di euro. I buoni risultati sono dovuti alla attività trasversale di tutti i soggetti.  La crisi ha permesso, in questo caso, di unire competenze e obiettivi con  risultati importanti non solo per gli investitori ma anche per il tessuto imprenditoriale del nostro Paese, che potrà avvantaggiarsi dell’innovazione che si sta sviluppando a beneficio di tutti. Ma i numeri sono ancora troppo bassi. Bisogna aumentare la dotazione di capitali, unire le forze e non perdere la visione  di sistema.

*Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Liuc di Castellanza. è anche direttore generale dell’Aifi (Associazione italiana del private  equity, venture capital e private debt)

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