Quantcast

FINANZIARE L'IMPRESA

Rivalutare conviene
in “offerta speciale”

Incrementare il patrimonio dell’azienda con importanti risparmi fiscali: dagli esperti della società di consulenza Nexumstp una panoramica sulla rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni

Redazione Web
Rivalutare convienein “offerta speciale”

Mauro Zanin, a.d. di Nexumstp

C'è un’agevolazione particolarmente interessante che riguarda le società di capitali, le società di persone, le imprese individuali, gli enti pubblici e privati, residenti in Italia, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali, nonché gli altri soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia. L’ha introdotta il decreto di agosto (D.L. 104/2020 convertito in Legge 126/2020) e ridefinisce il funzionamento della rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni tramite l’introduzione di interessanti vantaggi, nell’ottica di una maggiore elasticità e convenienza per le imprese. Per tutti vale la condizione che non adottino i principi contabili internazionali nella redazione del bilancio di esercizio. La rivalutazione riguarda i beni e le partecipazioni risultanti dal bilancio dell’esercizio 2019 e deve essere effettuata nel bilancio 2020. 

«La rivalutazione dei beni d’impresa è uno strumento fiscale, rivisitato dalla legislazione d’emergenza e successivamente dalla Legge di bilancio 2021, che oggi rappresenta una soluzione per almeno il 70% delle aziende italiane con la necessità di valorizzare il proprio patrimonio di fronte all’attuale crisi economica», dice Mauro Zanin, a.d. di Nexumstp. «Gli effetti patrimoniali consistono nella possibilità di disporre di uno strumento tecnico e legale di contrasto dei possibili effetti negativi della pandemia da Covid-19 nei bilanci chiusi al 31 dicembre 2020, con lo scopo di rafforzare la composizione del patrimonio netto, anche nell’ottica dell’impatto del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, disporre di maggiori risorse per coprire eventuali perdite di bilancio e migliorare il rapporto banca-impresa». La novità principale è la possibilità di rivalutare beni d’impresa e partecipazioni versando solo il 3% del maggior valore rivalutato e di riallineare i valori fiscali anche dell’avviamento e delle altre attività immateriali. I vantaggi fiscali sono immediati, con la possibilità per le imprese di dedurre dal reddito i maggiori ammortamenti già dal bilancio 2021.

Quali beni si possono rivalutare? Non solo beni materiali (capannoni, macchine, ecc.) ma anche quelli di natura immateriale che riflettano la capacità di innovazione dell’impresa come brevetti, licenze, marchi e diritti simili. La rivalutazione, inoltre, può essere effettuata distintamente per ciascun bene. Possono essere oggetto di rivalutazione anche partecipazioni in società controllate e collegate iscritte tra le immobilizzazioni. Con riferimento alle partecipazioni di controllo e collegamento la rivalutazione può interessare anche una sola frazione di azioni con le medesime caratteristiche (ad esempio solo una parte di partecipazioni di controllo o collegamento detenute in una stessa società).

«I valori iscritti in bilancio a seguito della rivalutazione non possono in nessun caso superare i valori effettivamente attribuibili ai beni con riguardo alla loro consistenza, alla loro capacità produttiva, all’effettiva possibilità di economica utilizzazione nell’impresa, nonché ai valori correnti e alle quotazioni rilevate in mercati regolamentati italiani o esteri», precisa l’a.d. di Nexumstp. 

Esiste dunque una convenienza a rivalutare? La risposta è affermativa in quanto la nuova rivalutazione è un’opportunità per ottenere significativi vantaggi fiscali. A cominciare dall’imposta sostitutiva ridotta: per poter dare riconoscimento fiscale ai maggiori valori iscritti in bilancio, l’imposta sostitutiva è pari solo al 3%; la riduzione del carico fiscale è un altro elemento da tenere in considerazione poiché si può beneficiare della deduzione immediata dei maggiori ammortamenti, già a decorrere dall’esercizio 2021. Infine la flessibilità: è ora possibile procedere con la rivalutazione distintamente per ciascun bene, quindi con la massima flessibilità. 

Rivalutare comporta inoltre un miglioramento della solidità patrimoniale: la rivalutazione fa emergere un maggior patrimonio netto, attraverso l’iscrizione di un’apposita riserva di rivalutazione, da utilizzare sia per la copertura di eventuali perdite  sia per migliorare il proprio rating creditizio. Il maggior valore rivalutato inoltre produrrà effetto in caso di cessione del bene (a titolo oneroso, per assegnazione ai soci o per finalità estranee all’attività d’impresa) a partire dal 1 gennaio 2024. È fondamentale quindi che le scelte di valutazione siano effettuate facendosi assistere da professionisti abilitati, in ogni fase del processo: dalle valutazioni preliminari alle fasi conclusive, avendo riguardo per le esigenze e le peculiarità dell’impresa. 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400