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Quel risparmio che nutre le pmi

Non ci sono solo le pubbliche provvidenze a sostenere le imprese: con BG4Real Banca Generali fa da ponte tra risparmiatori ed economia reale, con nuovi strumenti di investimento che offrono anche vantaggi fiscali

31 Marzo 2021

Riccardo Venturi
Quel risparmio che nutre le pmi

Da un lato l’esigenza dei risparmiatori italiani di trovare forme di investimento redditizie in un panorama di tassi che tendono al negativo, dall’altro quella delle Pmi di reperire il capitale necessario a uscire dalla crisi pandemica e a fare crescere la propria attività. Banca Generali ha lanciato qualche mese fa un progetto che getta un ponte tra queste due esigenze, creando in collaborazione con la Sgr 8A+ nuovi strumenti di investimento orientati all’economia reale. Si chiama, significativamente, BG4Real, e che riesca davvero a far affluire il risparmio privato nelle casse delle Pmi lo dimostra da ultimo l’aumento di capitale da oltre 17 milioni di euro per Inxpect, azienda che progetta e produce i primi e unici sensori radar al mondo certificati per applicazioni industriali, cui il fondo 8A+ Real Innovation ha partecipato con Fondo italiano d’Investimento Sgr e 360 Capital; così come, qualche mese fa, il ruolo di lead investor nell’aumento di capitale di Treedom, azienda dedicata alla piantumazione di alberi in tutto il mondo. «Le famiglie sono alla ricerca di occasioni per investire i risparmi» dice Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali, «dopo anni di azioni potenti da parte delle banche centrali e dopo un anno di una pandemia dagli effetti dirompenti, tutti i tassi delle obbligazioni governative europee sono negativi, e anche se positivi sono molto bassi, si pensi allo 0,50% dei Btp a 10 anni; se si aggiunge un po’ di inflazione, i tassi reali sono profondamente negativi». Ecco che l’economia reale diventa per i risparmiatori una possibilità di grande importanza. «Se i tassi fossero al 4-5% come qualche anno fa, probabilmente l’esigenza di diversificare sarebbe molto meno sentita» osserva Ragaini, «l’elemento che mi fa essere molto convinto dell’opportunità di introdurre l’economia reale nei portafogli dei clienti, è proprio che non ci sono alternative». 

Ci sono anche validi motivi di natura fiscale che fanno sì che il debito delle Pmi rappresenti un’opportunità di investimento per il risparmiatore italiano. È infatti possibile incassare un premio di illiquidità che è tanto più importante in una condizione di tassi sostanzialmente a zero. «Con recenti provvedimenti normativi sono stati inseriti elementi di ulteriore salvaguardia per il risparmio» mette in evidenza il vice direttore generale di Banca Generali, «in particolare quello sui pir illiquidi, varato nei mesi scorsi, certamente aiuta anche il piccolo risparmio privato ad arrivare all’economia reale, perché è stato introdotto un taglio da 10mila euro degli Eltif, l’infrastruttura costruita dal regolatore europeo qualche anno fa che permette l’arrivo dei prodotti illiquidi ai clienti retail. Anche se va aggiunto che l’investimento non può rappresentare più del 10% del patrimonio del cliente, che quindi deve avere almeno 100mila euro, un importo comunque significativo». Il regolatore italiano ha rafforzato la convenienza che già c’era per i Pir - che possono anche essere al contempo anche Eltif - aggiungendo all’esenzione dalle imposte di successione, tema a cui gli italiani sono molto sensibili, altri due elementi. «Il primo è l’esenzione dall’imposta sul capital gain se il prodotto viene tenuto 5 anni, elemento altrettanto importante per i clienti italiani» spiega Ragaini, «il secondo è la possibilità, sempre se l’investimento è tenuto almeno 5 anni, di portare in detrazione fino al 20% delle eventuali perdite realizzate su questi strumenti di investimento. Sono convinto che questo ulteriore elemento inciderà molto sulle scelte di investimento». 

Sono due i comparti realizzati da BG4Real. Il primo è 8A+ Real Innovation, che ha da poco partecipato all’aumento di capitale di Inxpect. Si tratta di un Fondo di investimento alternativo (Fia) non riservato, multi asset e multi comparto, creato per investire sia in strumenti di debito (per una percentuale pari al 70%) come i senior secured loans (prestiti a Pmi con tasso variabile), selezionati con l’ausilio di società specializzate operanti nel debito privato, sia in equity (circa il 30%) dove si ricercano le migliori opportunità tra i portafogli di fondi di private equity e operazioni dirette sulle Pmi più innovative, con particolare attenzione all’Italia. L’investimento minimo nel Fia di diritto italiano è di 100mila euro. «Abbiamo un capitale di circa 100 milioni raccolti» puntualizza Ragaini, «e visto che il 30% viene investito nella componente equity, tra i 20 e i 30 milioni sono disponibili per finanziare le cosiddette scaleup, aziende con grande potenziale che devono sostenere la fase di crescita, come Inxpect». Il Fia non è un Pir, ma in compenso beneficia della detraibilità dall’imposta negli investimenti in Pmi e startup innovative con stabile organizzazione in Italia fino al massimo di un milione di euro. «Visto che investiamo almeno il 20% del fondo, più probabilmente il 30%, direttamente in Pmi innovative, di fatto si ha un credito d’imposta del 30% sul 20%» rimarca il vice direttore generale di Banca Generali, «quindi è come se si avesse un beneficio fiscale che va dal 6 all’8%». Il secondo fondo si chiama 8A+ Real Eltif Italy. «Non è solo un Eltif, è anche un Pir alternativo» nota Ragaini, «quindi dà diritto ai 3 benefici di cui si diceva: esenzione dalla tassa di successione, capital gain e credito d’imposta per le eventuali perdite». Nel fondo 8A+ Real Eltif Italy la componente di debito sale fino all’80%, e guarda prevalentemente al comparto dei finanziamenti alle pmi italiane, al mondo dei minibond, del credito nel real estate europeo, e dei senior secured loans. Il focus azionario riguarda invece finanziamenti diretti alle scale up italiane e società quotate all’Aim di Piazza Affari. Anche in questo caso la selezione avviene in collaborazione con alcuni tra i principali fondi di venture capital.

Se il fondo 8A+ REAL ELTIF ITALY viene mantenuto in portafoglio per 5 anni gode dell’esenzione dall’imposta sul capital gain

Per Banca Generali l’economia reale non è solo target di investimento, ma anche risorsa per meglio individuare ulteriori target: gli advisor finanziari sono così stati affiancati dagli advisor industriali. Dal 2018 Banca Generali ha infatti lanciato per prima in Italia il concetto di delega industriale nelle gestioni di alcuni comparti di fondi. «La nostra Sicav lussemburghese gestisce le masse di circa 70 comparti» spiega Ragaini, «la grossa parte viene data in delega ad asset manager con cui abbiamo una relazione di partnership da tanti anni. Nel 2018 abbiamo pensato che sarebbe stato interessante avere degli advisor industriali nell’individuazione dei principali trend di dettaglio in alcune industry specifiche». I team degli advisory industriali che sono stati così formati suggeriscono i settori più interessanti, e al loro interno i micro settori che possono avere maggiore possibilità di crescita; quindi i gestori di Bgfml costruiscono la relativa allocazione finanziaria. Il primo comparto lanciato con queste modalità innovative si chiama Innovation Strategy. «In questo caso l’advisory è affidata a Reply, campione delle tech company» spiega il vice direttore generale di Generali, «abbiamo creato una delega industriale che ha come obiettivo l’individuazione delle aziende più attive nella tecnologia blockchain. Reply ci supporta nella definizione dei trend e nell’individuazione delle aziende che in giro per il mondo hanno i comparti blockchain più interessanti». 

Sono seguiti altri tre comparti: Green Energy, dedicato ai principali trend tecnologici e di mercato nell’ambito delle energie alternative, con l’advisory di Solar Ventures, primario operatore indipendente di energia solare; Consumer Tech, con focus sui nuovi brand di consumo delle nuove generazioni e su quelli in grado di sfruttare le nuove tecnologie digitali, con advisory della società di Private Equity Milano Investment Partner; e Global Medtech, focalizzata nella selezione di società legate e/o che contribuiscono alla crescita del business nel settore dell’health care, delle biotecnologie, della farmaceutica e delle apparecchiature medicali all’avanguardia, con advisory di un comitato scientifico internazionale di medici italiani e americani. «Il settore dev’essere sufficientemente grande da avere al suo interno dei microtrend» precisa Ragaini, «ma al tempo stesso facilmente identificabile. Un esempio è quello della tecnologia applicata alla medicina, e al suo interno di un’azienda che produce manichini per la chirurgia robotica a distanza». Anche le deleghe con advisory industriale mettono così in collegamento l’economia reale con quello degli investimenti. «In questo modo diventa molto chiara la finalità con la quale si fanno gli investimenti all’interno del fondo» conclude il vice direttore Generale di Banca Generali, «questo è piaciuto molto ai clienti, ma soprattutto ha dato risultati molto positivi in termini di performance». Tutti i comparti hanno avuto risultati positivi nel 2020, Green Energy addirittura del 104%.

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