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finanziare la ripresa

Il private capital scommette sui pir alternativi

L’innalzamento a 300mila euro del limite di investimento annuale e l’introduzione, nella legge di bilancio, del credito di imposta sulle minusvalenze, danno nuovo vigore ai Pir. A tutto vantaggio delle imprese

Anna Gervasoni*
Il private capital scommette sui pir alternativi

in collaborazione con Aifi

L'Italia è ancora nel pieno della pandemia. Nonostante siano presenti elementi di fiducia per il futuro, la situazione economica si preannuncia complessa nei mesi a venire. In tale contesto, è indispensabile trovare soluzioni per riuscire rapidamente a rilanciare la nostra economia ponendo al centro il ruolo delle imprese a cui andranno forniti i capitali necessari per investire, solo così possiamo vedere sviluppo e rilancio dell’occupazione.  In questa prospettiva il risparmio italiano può rappresentare un bacino di grande rilevanza per canalizzare risorse verso le aziende. Da diversi anni Aifi si è fatta promotrice del dibattito sui nuovi strumenti per ampliare il flusso di risparmio privato verso l’economia reale, in particolare verso le imprese non quotate. 

La nuova versione dei Pir, definita dall’introduzione dei cosiddetti Pir alternativi inseriti nel decreto rilancio di maggio, rappresenta un importante traguardo la cui potenzialità è stata ampliata dall’innalzamento a 300mila euro del limite di investimento annuale, nonché dalla recente introduzione, nella legge di bilancio approvata a dicembre, del credito di imposta sulle minusvalenze. Il nuovo strumento ha suscitato l’attenzione del mercato. Un ruolo importante dovrà essere svolto dai fondi di private equity, venture capital e private debt. È, infatti, tramite la loro conoscenza del mercato e capacità di affiancare gli imprenditori nei processi di crescita, sviluppo e internazionalizzazione.

Le nuove regole incrementano le potenzialità dello strumento e la sua presa sull’economia reale e sull’industria del risparmio

È stata pubblicata proprio in questi giorni una circolare dell’Agenzia delle Entrate in consultazione che contiene interessanti chiarimenti sul trattamento fiscale dei Pir che recepisce alcune delle richieste dell’associazione e che sembra andare nella giusta direzione, favorendo un’ampia compatibilità tra i Pir alternativi e l’operatività dei fondi di private capital.  

A fianco di tali disposizioni si deve inserire l’opportunità dello strumento Eltif, veicolo europeo, nato nel 2015 proprio per favorire l’investimento a lungo termine. Si contempla infatti la possibilità di raccogliere anche presso la clientela retail (limite minimo di 10mila euro) per investire in attività illiquide. Ad ulteriore supporto, recentemente il Consiglio Europeo ha sottolineato, nelle proprie conclusioni al nuovo piano d’azione della Commissione europea sulla Capital Markets Union, il bisogno di accelerare i lavori, in via prioritaria, per sostenere gli ecosistemi finanziari in grado di favorire un maggiore accesso delle Pmi al capitale di rischio, evidenziando l’importanza di una maggiore partecipazione degli investitori al dettaglio per raccogliere le risorse finanziarie disponibili, fornendo adeguate opportunità di risparmio a lungo termine per rispondere alle future esigenze finanziarie.

Attualmente è in corso una revisione del regolamento Eltif. Tale attivismo testimonia una volontà da parte delle istituzioni di Bruxelles di continuare a supportare questo sviluppo virtuoso. In questo quadro, le novità italiane rispetto ai Pir si inseriscono in maniera coerente e possono rappresentare un decisivo elemento di sviluppo del mercato domestico. Sarà importante riuscire a coordinare al meglio l’attività degli attori coinvolti (private banker, reti distributive, fondi di investimento alternativi, etc) per riuscire a sfruttare questa importante finestra di opportunità e per rilanciare il sistema produttivo italiano.

*Professore Ordinario di Economia e Gestione delle Imprese alla Liuc di Castellanza. E' anche direttore generale dell’Aifi (Associazione italiana del private equity, venture capital e private debt)

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