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Con le fatture elettroniche si barattano crediti e debiti

Nella legge di Bilancio 2021 un emendamento introduce la compensazione multilaterale di crediti e debiti. Funzionerà su base volontaria e ridurrà il fenomeno delle perdite sui crediti

Marina Marinetti
Con le fatture elettroniche si barattano crediti e debiti

Massimo Garavaglia

Se la liquidità scarseggia, c’è sempre il baratto. Se Tizio è debitore di Caio, che è debitore di Sempronio, a sua volta debitore di Tizio, perché non chiudere il cerchio con la compensazione? Unìidea che, in epoca di fatturazione elettronica, può prendere corpo con il baratto finanziario 4.0. A proporlo, l’on. leghista Massimo Garavaglia (già sottosegretario al Mef nel governo Conte 1), primo firmatario di un progetto di legge presentato a novembre 2020, l’Ac277, fagocitato nella Legge di Bilancio grazie a un emendamento, il 35.046 NF, che introduce l’articolo 35-bis il quale – inserendo un comma 3-bis all’articolo 4 del decreto legislativo 5 agosto 2015 n. 127, dispone che l’Agenzia delle entrate metta a disposizione dei contribuenti una piattaforma telematica dedicata alla compensazione di crediti e debiti derivanti da transazioni commerciali fra i suddetti soggetti, risultanti da fatture elettroniche. “La compensazione effettuata mediante piattaforma telematica”, recita il testo dell’emendamento, “produce i medesimi effetti dell’estinzione dell’obbligazione ai sensi del codice civile, fino a concorrenza dello stesso valore e a condizione che per nessuna delle parti aderenti siano in corso procedure concorsuali o di ristrutturazione del debito omologate, ovvero piani attestati di risanamento iscritti presso il registro delle imprese”.

«L’idea è stata sostenuta da tutti i gruppi», spiega a Economy l’on. Garavaglia, «e nasce dall’esperienza in Regione Lombardia  - nella giunta Maroni era assessore all’Economia, ndr - Ci sforzavamo di pagare i fornitori a venti giorni, peccato che poi questi pagassero i propri credito a 200 giorni. Così con Finlombarda introducemmo il pagamento di filiera, andando a saldare direttamente le seconde e terze file. Quella era un’operazione verticale, questa è orizzontale e tutta privata». dalla quale, purtroppo, vengono escluse le amministrazioni pubbliche. 

Grazie alla piattaforma di compensazione le imprese non avranno più la necessità di scontare le fatture

Non solo: questa sorta di stanza di compensazione funzionerà su base volontaria, continua Garavaglia: «Chi vorrà aderire darà mandato all’Agenzia delle Entrate di operare la compensazione diretta tra debiti e crediti commerciali. Fortunatamente abbiamo la fattura elettronica, altrimenti sarebbe difficilissimo farlo. Invece sarà una banale questione di software». 

Dalla piattaforma telematica dell’Agenzia delle Entrate, infatti, ogni anno transitano oltre 2 miliardi di fatture elettroniche, la maggior parte delle quali rappresentano crediti per il fornitore e debiti per il cliente. Implementarla affinché gli operatori (imprese e professionisti) possano attuare su base volontaria anche multilateralmente la compensazione di crediti e debiti derivanti da transazioni commerciali, si traduce in una moneta di scambio senza emissione di nuova moneta né circolante né virtuale, riducendo il fenomeno delle perdite sui crediti e contenendo i ritardi della giustizia, spesso causa di fallimenti e di buona parte dei crediti deteriorati del sistema bancario. «Grazie alla piattaforma, l’impresa non ha più la necessità di scontare le fatture, non serve più il classico castelletto salvo buon fine», sottolinea Garavaglia. «Un sistema del genere a regime immetterebbe decine di miliardi di euro di liquidità nel sistema. Ma ovviamente tutto dipenderà da quanti aderiranno».

E se i 5 milioni di euro nei quali il comma 3 dell’emendamento quantifica gli oneri derivanti dall’adeguamento della piattaforma è un’escamotage per accelerare la proposta di legge sul baratto finanziario 4.0 inserendola nella Legge di Bilancio, il rovescio della medaglia non manca: «Il governo ha voluto inserire il concerto del ministero di Grazia e Giustizia. Andrà monitorato l’iter, altrimenti ci vorranno mesi e mesi. Ma noi abbiamo la testa dura e seguiremo il procedimento passo passo».

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