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FINANZIARE L'IMPRESA

Il confidi si allarga stringendosi all’impresa

Non solo garanti per le Pmi nei confronti delle banche, ma sempre più erogatori diretti di finanziamenti alle imprese: ecco come Confidi Systema! sta diventando sempre più un riferimento per le Pmi

Riccardo Venturi
Il confidi si allarga stringendosi all’impresa

Andrea Bianchi

l ruolo dei confidi continua ad ampliarsi. Non solo continuano a svolgere quello primario e costitutivo di garanzia come partner delle banche, ma sono anche sempre più erogatori diretti di finanziamenti alle piccole e micro imprese. Il processo era già in atto da qualche anno, in seguito alla riforma della legge quadro del 2003 e alla ricomprensione nell’alveo degli intermediari finanziari di Banca d’Italia; a dare un’accelerazione è stata la pandemia. «Nella prima fase, tra marzo e metà maggio, la maggior parte del sistema bancario è stata colta un po’ impreparata» spiega Andrea Bianchi, direttore generale di Confidi Systema!, polo del credito che associa oltre 55mila imprese in Lombardia e non solo, «c’è stato un blocco dell’operatività, e gran parte delle operazioni non riuscivano a essere finalizzate. Avendo noi un’organizzazione più flessibile, in grado di operare anche a distanza grazie agli investimenti digitali già effettuati, abbiamo cominciato a fare erogazione diretta». 

Le imprese hanno particolarmente gradito i tempi di risposta di 7-8 giorni contro i 40 di media abituale, e così Confidi Systema! ha dato continuità a questa azione, portando il plafond dagli iniziali 15 a 85 milioni di euro. «La nostra azione e quella dei colleghi hanno convinto il legislatore dell’opportunità di vedere nei confidi un punto di riferimento nel segmento delle piccole e micro imprese» spiega Bianchi. La legge di Bilancio 2021 ha così modificato la disciplina dei fondi usura, prevedendo l’erogazione diretta di credito da parte dei confidi a micro imprese e Pmi fino a un massimo di 40mila euro – per i dettagli si attendono i decreti attuativi. «Per noi è uno stimolo a dare continuità allo sforzo che stiamo facendo» commenta il dg, «che poi si traduce in una presenza sempre più intensa nei territori a fianco delle nostre associazioni di riferimento: Confindustria, Confartigianato e Confagricoltura». 

Confidi Systema! ha avviato collaborazioni anche con sgr, fondi di investimento e piattaforme fintech

Un nuovo passo avanti in una strada che Confidi Systema! sta percorrendo da anni. «Da tempo abbiamo avviato un percorso che si prefigge l’obiettivo di provare a diversificare le fonti di finanziamento anche per le Pmi» sottolinea Bianchi, «il nostro è un sistema nel quale quasi tutto il fabbisogno finanziario dell’impresa è da sempre è soddisfatto dal sistema bancario che però, a causa delle note vicende legate agli npl, alle varie regolamentazioni, alle crisi che si sono succedute, ha nel tempo ridotto il suo supporto». Dal 2011 a fine 2019 le imprese hanno visto ridursi il finanziamento bancario di poco meno di 300 miliardi, mentre il risparmio cresceva da meno di 3mila miliardi a quasi 4500. «Questo è un Paese nel quale la ricchezza finanziaria si è accumulata» rimarca il dg di Confidi Systema!, «e la quota della ricchezza finanziaria che viene investita nelle aziende, che a nostro giudizio sono i luoghi capaci di creare ricchezza e valore nella società, si è sempre ridotta. Per questo da qualche anno ci siamo impegnati direttamente per favorire la costruzione di mercati anche per categorie di imprese come le Pmi, che fanno più fatica a andare da sole direttamente sul mercato a fare quotazioni in borsa, emissioni di obbligazioni, o anche attrarre fondi di private equity, operazioni tipicamente riservate a imprese più grandi». 

Così Confidi Systema! ha avviato collaborazioni con soggetti diversi dalle banche, come società di gestione del risparmio, fondi di investimento e società fintech. «Ci siamo ritagliati un ruolo in un mercato che abbiamo contribuito a fare crescere, quello dei minibond» aggiunge Bianchi, «le imprese un po’ più grandicelle sono riuscite a ottenere dal mercato, anche da investitori istituzionali, la sottoscrizione di piccole obbligazioni: tutto strumentale a creare un’integrazione all’offerta di finanza rispetto a ciò che è in grado di offrire la banca».

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