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NSA Economy Ranking: imprese pasticciere affidabili

Per forni e pasticcerie dal periodo natalizio deriva un terzo del fatturato. E con i vari lockdown il 2020 è stato durissimo. Le imprese restano però affidabili sul piano finanziario, come dimostra l’NSA Economy Ranking

Maddalena Bonaccorso
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I numeri delle imprese attive in Italia per la produzione e il commercio di prodotti dolciari, da forno e gelateria sono di tutto rispetto: dai dati che l’Osservatorio Sigep ha diffuso nel gennaio del 2019 (appena prima dello scoppio della pandemia da Covid-19, e quindi riferiti all’anno precedente) unificando i propri numeri con quelli della Cciaa Milano Monza e Brianza, risultavano attive 40.408 imprese, con 162mila addetti e un giro di affari di circa 8,3 miliardi di euro annui.

La pandemia, e soprattutto i continui lockdown hanno colpito duro anche questo settore, ma l’organizzazione dei servizi di delivery ed e-commerce ha permesso alle aziende strutturate e in grado di reagire ai cambiamenti del mercato aprendosi alle nuove tecnologie di ottenere comunque risultati positivi in termini di fatturato. 

Lo stesso non si può dire di molte piccole imprese, che hanno sofferto per le continue chiusure e che probabilmente si troveranno costrette ad affrontare anche un effetto rimbalzo in negativo nel 2021.

L’NSA Economy Ranking ha classificato le aziende di pasticceria in una graduatoria, in base al fatturato e alla solidità dei bilanci, riportata nella pagina a fronte. 

Tra le aziende più in salute, a conferma del fatto che i grandi produttori sono riusciti comunque a mantenere un trend positivo nonostante tutto, troviamo per esempio la Rachelli Italia srl di Pero, colosso del settore con un fatturato di quasi 35 milioni di euro, la Piovesana Biscotti di San Vendemiano, in provincia di Treviso e la Rugiada di San Giovanni in Persiceto: seguite dal sempreverde Luini srl, a due passi dal Duomo di Milano, la cui fila all’ingresso per gustare i celeberrimi panzerotti è una costante della vita milanese.

Nonostante lo stato di (buona) salute di molte aziende, dal presidente di Conpait (Confederazione Pasticceri italiani) Angelo Musolino arrivano però notizie e commenti non positivi, sul futuro di numerose imprese: «Il 2020 ha portato ai tanti laboratori di pasticceria e gelateria una perdita media che, nelle zone gialle, è arrivata al 30-40% e nelle zone rosse anche al 70%. Le decisioni improvvise prese dal Governo, nell’ultimo periodo dell’anno, hanno destabilizzato ancora di più il settore. Con molte piccole e medie imprese che si sono trovate ad aver ordinato materie prime in grande quantità in vista del Natale e che poi hanno visto una drastica diminuzione della clientela dovuta alle restrizioni imposte da un giorno all’altro».

Il Natale, peraltro, incide sul fatturato di una pasticceria per circa il 30/40% del complessivo annuale e questo ammanco di fine anno inciderà quindi anche per molti mesi a venire. Le previsioni non sono rosee soprattutto per i piccoli esercizi, che non sono riusciti a organizzarsi in maniera organica, né durante il primo lockdown di marzo, aprile e maggio, né durante quello più leggero dell’autunno, per asporto e delivery: «Durante il 2020 si è molto acuito il divario tra grandi e piccole aziende» spiega ancora il presidente Musolino «In questo anno 2021 appena iniziato, che ci auguriamo essere l’anno del post-pandemia, assisteremo sicuramente a molte chiusure, dovute anche al fatto che i cosiddetti ristori sono stati totalmente insufficienti e i costi degli affitti dei laboratori e dei negozi, soprattutto nei centri storici, non accennano a diminuire».

Il comparto della pasticceria-gelateria e dei prodotti da forno vale in soli termini di esportazione più di 3,5 miliardi all’anno, con Francia, Germania e Stati Uniti come mercati privilegiati. Questo grazie ad aziende solide, con una forte tradizione e qualità consolidata delle materie prime. Per Economy, ha classificato queste realtà il Gruppo Nsa, il primo mediatore creditizio per le imprese italiane per fatturato, vigilato dalla Banca d’Italia tramite l’Organismo agenti e mediatori. Nsa è specializzato nella erogazione di finanziamenti alle imprese, capace di garantire efficacia ed efficienza nei rapporti con il sistema bancario. Il rank attribuito alle aziende da Nsa che vedete nella tabella a fianco è frutto di ricerche ed elaborazione di dati commissionata  da Economy all’Ufficio Studi del Gruppo Nsa. Viene calcolato sull’analisi dei bilanci, regolarmente depositati. In particolare, l’analisi classifica le imprese per solidità patrimoniale, performance, affidabilità e redditività: i medesimi parametri utilizzati per l’elaborazione nsaPmindex, l’indice sul merito creditizio. Il Gruppo Nsa adotta anche in questa ricerca l’algoritmo definito dal Disa, Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università di Bologna, per l’elaborazione dell’indice nsaPmindex, indice annuale sullo stato delle Pmi italiane. E la tabella a fianco rappresenta una fotografia dello stato di queste imprese, suddivise per area geografica. 

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