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Premio Dematté: i campioni del private valorizzano le imprese

Il Premio Demattè, private equity of the year, che premia le migliori operazioni di private equity e venture capital dell’anno, è andato a Indaco Venture Partners, NB Aurora, Ambienta, The Carlyle Group

Anna Gervasoni
I campioni del private valorizzano le imprese

Al compianto professor Claudio Demattè, che fondò la Scuola di formazione aziendale dell'Università Bocconi di Milano, è intitolato il premio Private Equity of the year che Aifi assegna alle migliori

Anche quest’anno Aifi, l’associazione del private capital, ha voluto sottolineare il ruolo e il contributo allo sviluppo industriale di propri soci. Ogni dicembre infatti viene conferito il Premio Demattè, private equity of the year, che premia le migliori operazioni di private equity e venture capital dell’anno. Ancor di più in questo periodo, la cerimonia ha avuto grande significato; il private equity in questi mesi non si è fermato, anche gli ultimi dati del Pem, private equity monitor della Liuc, hanno evidenziato una grande attività dei fondi, che nel terzo trimestre hanno realizzato 57 nuove operazioni, in crescita rispetto alle 52 dello stesso periodo nel 2019. Questo dimostra che le aziende italiane, nonostante la congiuntura, continuano ad offrire buone opportunità di valorizzazione, verso una crescita che le porti a internazionalizzarsi e a consolidarsi spesso attraverso acquisizioni, nel proprio mercato di riferimento. 

Quest’anno il premio ha visto la candidatura di 19 operazioni, tra early stage (operazioni su startup), expansion (investimenti di minoranza per sostenere lo sviluppo aziendale) e buy out (operazioni di acquisto della maggioranza o della totalità aziendale). Sono stati consegnati 5 premi e 3 menzioni speciali a sottolineare la qualità dei deal presentati quest’anno. Hanno vinto Indaco Venture Partners per l’operazione AdmantX nella categoria early stage, NB Aurora per Forgital nell’expansion, Ambienta per Safim e The Carlyle Group perGolden Goose, rispettivamente ricevendo il premio buy out e big buy out. Un premio speciale sviluppo Pmi è andato ad Alto Partners, che ha presentato 3 candidate, tutte entrate in finale. Sono state attribuite anche una menzione speciale seed capital a Digital Magics e Reale Group per l’operazione Moneymour, una menzione speciale sviluppo Pmi a Friulia e infine una menzione speciale Infrastrutture ad Hat per l’operazione Sia. Al di là dei premiati, che ci hanno raccontato casi di grande successo, le candidature sono state tutte di valore ed hanno evidenziato il grande lavoro fatto dai nostri investitori a fianco di imprenditori e manager. Volendo fare un bilancio di questi 17 anni di premio Dematté, pensato da Aifi insieme ad EY, non si può non comprendere il ruolo importante che i fondi hanno avuto nell’economia reale, nella crescita dell’occupazione e dell’indotto. Guardando ai 280 finalisti totali di tutte le edizioni, abbiamo visto ben 21 Ipo, ovvero ingressi in Borsa. Le aziende oggetto degli investimenti hanno rappresentato tutti i settori dell’eccellenza Italiana: dai beni e servizi industriali, all’Ict, dal medicale, al manifatturiero, fino all’alimentare e alla moda. In media, sempre nei finalisti, la crescita occupazionale dal momento dell’ingresso del fondo alla sua uscita è stata del 52% perché queste imprese, grazie alle risorse e al contributo anche non finanziario apportati degli investitori, sono cresciute e hanno potuto rafforzare l’organico. Inoltre, i nostri campioni hanno realizzato operazioni di M&A e hanno depositato oltre 100 brevetti, stimolando così anche il settore dell’innovazione italiana. Non solo, nel 60% dei casi sono stati sviluppati nuovi progetti in ambito sicurezza e ambiente. Questo perché il private equity interviene nei processi di implementazione dei principi Esg, sempre più centrali, soprattutto in questo anno di pandemia dove abbiamo toccato con mano quanto sia importante la tutela dell’ambiente e una maggiore attenzione al capitale umano. 

Nei casi che abbiamo selezionato quest’anno ci sono esempi importanti di valorizzazione delle risorse manageriali, di attenzione al genere e ai giovani, di cultura di investimento più sostenibile. Sono temi che la giuria ha guardato con grande attenzione per decidere chi premiare. Del resto, il private capital inserendosi nei processi delle proprie partecipate e intervenendo nel loro percorso di crescita, le vuole rendere eccellenti sotto questi profili, perché è cosi che nel medio termine si vincono le sfide competitive.

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