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FINANZIARE L'IMPRESA

Con il Covid anche il bilancio si “sanifica” con nuovi criteri

L’impatto della pandemia incide nella predisposizione dell’informativa contabile e finanziaria, che va adeguata al nuovo scenario. Così Rsm ha predisposto un manuale ad hoc

Marina Marinetti
Con il Covid anche il bilancio si “sanifica” con nuovi criteri

Lo smart working e la discontinuità della supply chain. Le misure di sicurezza e comunicazione. La riorganizzazione e la liquidità a breve termine. Che il Covid-19 impatti pesantemente sulla vita delle imprese è ormai assodato, così come è pacifico il suo ingresso a gamba tesa sui conti aziendali: «Le implicazioni della pandemia sulla predisposizione dei bilanci d’esercizio, insieme alle continue modifiche legislative intercorse in questo periodo, si stanno rivelando molteplici e ardue», conferma a Economy Luca D’Ambrosio, International contact partner di Rsm Società di revisione e organizzazione contabile: «I grandi network di revisione e organizzazione contabile si stanno attrezzando nel predisporre supporti per le società che dovranno affrontare inevitabilmente questo momento fornendo analisi e set documentali utili per affiancare la direzione amministrativa e i soggetti deputati alla predisposizione del bilancio d’esercizio al fine di capire e predisporre in modo corretto e adeguato l’informativa contabile e finanziaria». Rsm International, ad esempio, ha predisposto un documento denominato Rsm Insights: Coronavirus and Ifrs financial reporting implications, una sorta di “manuale” pratico che affronta i possibili effetti correlati al Covid-19 con riferimento alle principali aree all’interno di un bilancio predisposto in ottemperanza agli International Financial Reporting Standards (Ifrs), fornendo la visione e l’interpretazione del network Rsm.

Il manuale di Rsm si focalizza sulle principali aree di bilancio indicando un metodo analitico per l’informativa contabile

«Viene da sé che ogni società presenta problematiche e criticità specifiche che dovranno essere considerate in modo analitico e, talvolta, univoco, ma la presenza di una view o un’advice generale è sicuramente un supporto fondamentale per chi si trova a dover redigere il bilancio e l’informativa finanziaria», spiega D’Ambrosio: «Le stime contabili, la continuità aziendale, gli eventi successivi, il riconoscimento dei ricavi, i possibili impairment di immobilizzazioni materiali e immateriali, sono solo una parte delle tematiche con le quali chi predispone il bilancio dovrà scontrarsi e sulle quali gli effetti devastanti del Covid-19 possono creare delle serie difficoltà assolutamente da non sottovalutare. A questo punto avere delle chiavi di lettura” può fare la differenza».

Così, il manuale si focalizza sulle principali aree di bilancio indicando con un metodo analitico come valutare - e cosa non sottovalutare - nella redazione dell’informativa contabile e finanziaria, dalle stime contabili alla continuità aziendale, fino agli eventi verificatisi successivamente alla chiusura dell’esercizio. 

Prendiamo il caso delle stime contabili: «La stima, l’informativa e i giudizi soggettivi di chi fa il bilancio saranno più complicati e richiederanno maggiore tempo», sottolinea Luca D’Ambrosio. «Occorre iniziare a predisporre il documento con molto anticipo rispetto alla normalità perché, oltre alle stime e alle valutazioni, il management deve tener conto di tutto ciò che deriva o può derivare dagli effetti del Covid-19 sui numeri di bilancio e deve tenerne conto in modo specifico per l’azienda. Quel che è certo è che è aumentato significativamente il rischio di dover effettuare degli “aggiustamenti” o comunque delle variazioni negli attivi e passivi patrimoniali che derivano dal passato». Anche perché l’azienda non è un’isola in mezzo al mare. E negli ultimi mesi stanno aumentando i casi di clienti che ritardano o dilazionano i pagamenti.

C’è poi il tema della continuità aziendale: se fino a ieri bastava rispettare nel limite del possibile il business plan, farlo oggi, in una situazione che da un momento può cambiare per mille ragioni (che vanno dai fornitori ai clienti, passando per la forza lavoro), è, letteralmente, un’impresa. «D’alta parte le aziende devono comunque continuare a predisporre le loro previsioni di breve medio e lungo termine», rileva l’International contact partner di Rsm: «Occorre quindi tenere in considerazione ciò che comporta il virus, per esempio è probabile che si verifichi la necessità di risorse finanziarie aggiuntive nei periodi di breve e medio termine. Dovrebbe esserci un monitoraggio continuo, con aggiornamenti di forecast, di previsioni, più frequenti. Perché è vero che l’informativa si presuppone debba essere data annualmente insieme ai bilanci, partendo da un’analisi macroeconomica generale e via via scendere progressivamente nel dettaglio fino a spiegare come la pandemia impatta direttamente nel business. Ma l’imprevedibilità dell’evoluzione della situazione porta inevitabilmente a valutare con attenzione l’adozione dei criteri di continuità per la predisposizione del bilancio». Anche perché, una volta chiuso l’esercizio, assume particolare rilievo la verifica dei cosiddetti “eventi successivi”: «Le società devono analizzarli in modo critico e valutare se tali eventi impattino o meno sulla chiusura del bilancio stesso. Si parla, tecnicamente, di adjusting events e non adjusting events», spiega D’Ambrosio: «Ad esempio le società potrebbero essere indotte a rivedere i loro eventuali covenant sui finanziamenti, cioè gli indici che devono rispettare al fine di mantenerne la corretta classificazione, verificando la possibilità di ottenere un waiver, cioè la rinuncia, da parte dell’istituto di credito mantenendo l’iscrizione del debito a lungo termine».

Una volta chiuso l’esercizio occorre analizzare in modo critico i cosiddetti “eventi successivi”

Il manuale predisposto da Rsm fornisce un supporto a chi predispone il bilancio, considerando quali sono, nel conto economico, le voci che possono essere impattate in modo significativo dal Covid, con particolare riguardo alla corretta applicazione del principio dei ricavi dei clienti (Ifrs 15), della contabilizzazione dei contributi (Ias 20), dei benefici a dipendenti (Ias 19). Ma, insieme al conto economico, anche lo stato patrimoniale va attentamente rivisto, in primis per quanto riguarda le immobilizzazioni immateriali (Ias 38), incluso l’avviamento: «La società deve considerare eventuale indicatori di impairment delle immobilizzazioni immateriali così come deve rivalutarne (o più probabilmente svalutarne) la vita utile a seconda dei flussi di cassa attesi», prosegue Luca D’Ambrosio. «Il coronavirus costituisce quasi sicuramente un indicatore di impairment: è necessario pertanto effettuare un impairment test, ovvero un test sulla recuperabilità del valore, a supporto della voce iscritta a bilancio e rivedere la bontà delle capitalizzazioni sostenute per i costi di ricerca e sviluppo, che se non si riescono a riflettere sui ricavi futuri rischiano di aver poco senso. È utile, in particolare, rivedere anche la vita utile e il valore residuo attribuito alle immobilizzazioni materiali, così come riconsiderare in modo critico il processo interno di capitalizzazione dei cespiti per assicurarsi che siano rispettati i criteri di capitalizzazione previsti dallo Ias 16. Ma la guida», conclude l’International contact partner di Rsm, «approfondisce analiticamente tutte le principali altre voci di bilancio, quali magazzino (Ias 23), accantonamenti per imposte (Ias 12), trattamento contabile dei leasing (Ifrs 16), strumenti finanziari (Ifrs 9), passività potenziali e contratti onerosi (Ias 37), impatti sul rendiconto finanziario (Ias 7)».

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