È andato in scena “Believe Giving Credit To The Future”, il primo evento promosso da illimity Bank S.p.A. per incoraggiare il dialogo tra finanza e piccoli imprenditori, ma anche per facilitare l’accesso al credito delle PMI. Illimity è nata e cresciuta per favorire lo sviluppo delle PMI e del loro potenziale, affiancandole anche nei processi di risanamento e rilancio. Il ruolo del mondo del credito a supporto delle aziende è oggi più cruciale che mai: le imprese sono infatti di fronte a nuove sfide dettate dal contesto economico e geopolitico internazionale e dall’affermazione di trend destinati a modificarne i modelli di business. Illimity ha voluto, quindi, promuovere con Believe un momento di confronto con l’obiettivo di costruire un ecosistema virtuoso che faciliti l’accesso delle PMI al credito e agli strumenti che la finanza può mettere a disposizione. Il focus del dibattito si è quindi spostato da una visione strettamente bancariofinanziaria a una imprenditoriale.

Corrado Passera, Fondatore e CEO di Illimity, ha dichiarato:

«Illimity è nata per supportare le imprese con potenziale e per rispondere ad un bisogno molto sentito, quello del credito: credito alla crescita e allo sviluppo, credito di ristrutturazione e di rilancio e credito distressed con potenziale. Tocchiamo con mano ogni giorno grande dinamismo nel mondo delle PMI: le crisi macroeconomiche
che si sono accumulate nel nuovo millennio hanno fatto grande selezione e creato imprese resilienti in ogni settore. Percepiamo grande voglia di investire e di crescere anche in momenti turbolenti come questi, da parte di un gran numero di imprese.
L’ecosistema del credito è ampio e buone operazioni necessitano quasi sempre anche di altre professionalità legali, tecniche, amministrative che una banca non può avere al suo interno, ma
deve saper mobilitare. Alcune di queste le abbiamo coinvolte oggi per discutere insieme come si può collaborare ancora meglio nel dare credito al futuro
».

Corrado Passera evento finanza e piccole imprese
Corrado Passera

I megatrend del Real Estate per finanza e piccoli imprenditori

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Per inquadrare il contesto in cui le PMI si troveranno ad operare, il keynote speaker Francesco Sisci sinologo, autore ed editorialista ha presentato i nuovi scenari politici di un mondo completamente diverso rispetto agli ultimi 30 anni, che ridefiniscono anche le regole di ingaggio economico, che non possono prescindere dal rapporto tra finanza e piccoli imprenditori.

Successivamente, la ricerca promossa da illimity e realizzata da McKinsey & Company, ha esplorato i megatrend che guideranno l’evoluzione del Real Estate così come la trasformazione di modelli di business delle imprese.

Nel presentare la ricerca, Andrea Clamer, Head of Distressed Credit Division di illimity, ha
sottolineato:

«Oggi possiamo parlare di una vera e propria Real Estate Revolution. Vediamo già
modelli di business che cavalcano trend globali come la sostenibilità e la rigenerazione urbana illimity, nel suo piccolo, con il Desk Energy, raggiungendo il primo target di investimento di 100 milioni di euro in impianti fotovoltaici attraverso la joint venture con VEI Green, ha prodotto nel corso del 2021 9,1 GWh di energia rinnovabile. Inoltre, con fondazione Illimity, contribuisce alla rigenerazione sociale di asset immobiliari, creando valore per le comunità locali
».

Sostenibilità, rigenerazione, inclusione e tecnologia i segreti del futuro

Nella ricerca sono emersi alcuni trend particolari, utili al mondo della finanza per piccoli imprenditori. Il primo e più sentito è quello della sostenibilità ambientale, che  è da tempo in costante aumento e al centro delle agende politiche e dei nuovi modelli di business di finanza e imprese. Anche il settore Real Estate registra un interesse crescente sul tema, da parte sia di investitori che di clienti finali,
e si stima che la progressiva diffusione di progetti green porterà entro il 2050 a una riduzione del 40% delle emissioni di carbonio generata dal settore. Gli spazi degli edifici sono, inoltre, destinati ad evolversi per accogliere in modo sempre più efficiente nuove soluzioni improntate alla sostenibilità ambientale come gli “Inhouse farming” ovvero le colture verticali che permettono di realizzare dai piccoli orti alle grandi produzioni alimentari e i “Rooftop Energy”, ovvero la destinazione dei nuovi tetti, o la conversione degli spazi di edifici esistenti, in aree di produzione di energia solare.

Il secondo punto emerso è quello dell’inclusione  A livello globale si stima che nel 2025 oltre 100 milioni di famiglie (135 milioni al 2050) si troveranno in una situazione di povertà relativa o assoluta, 2 milioni solo in Italia, e che avranno difficoltà ad abitare case di standard adeguato. L’attenzione verso l’inclusività economica anche in ambito urbanistico è, quindi, destinata a crescere, soprattutto in Italia che oggi conta una percentuale ridotta di edilizia sociale, pari a circa un quarto rispetto a quella mediamente diffusa in Europa a livello procapite (12 unità ogni 100.000 abitanti in Italia rispetto alle 50 di media in Europa). Molti operatori si stanno, quindi, muovendo in tale ambito anche secondo nuovi modelli integrati che vanno dalla raccolta di capitali alla gestione.

L’attenzione all’ambiente non può non passare attraverso le politiche di rigenerazione urbana, che consiste nella trasformazione di spazi con l’obiettivo di fornire un impatto ambientale e sociale sul territorio, per migliorare lo stato di salute e la sicurezza dei quartieri, aumentando il prezzo degli immobili. In Italia si stima la potenziale trasformazione di oltre 100 milioni di metri quadrati nei prossimi cinque anni, con 6 principali aree di focalizzazione: uffici pubblici e scolastici, creazione di piattaforme
dedicate agli affitti, edilizia sociale, edilizia sanitaria, senior e student housing.

Tale stima si fonda sul gap tra Italia e Europa: l’Italia non utilizza il 23% dei propri edifici, contro una media europea del 5%; il 40% degli edifici italiani sono stati costruiti prima del 1960 rispetto a una media europea del 30%; inoltre, l’edilizia scolastica è inferiore del 50% rispetto alla media
europea.

Chi sarà in possesso  dei dati e della tecnologia sarà di sicuro uno dei principali padroni del futuro, perchè gli strumenti di analisi dei dati e nuove soluzioni tecnologiche saranno sempre più centrali nei modelli di business delle imprese. Sul fronte Real Estate, la ricerca identifica oltre 60 applicazioni che potranno rendere gli spazi interconnessi all’interno di “smart cities” e che avranno un enorme impatto in termini di innovazione ed efficienza in 8 diversi ambiti: sicurezza, sanità, mobilità, burocrazia, socialità e gestione dell’energia, dell’acqua e dei rifiuti.
Queste nuove soluzioni determineranno la necessità per gli operatori del Real Estate di
prevedere non solo un significativo sviluppo tecnologico, ma anche di definire nuove partnership con operatori di diversi settori, per esempio con quelli della Digital Health Care per la smart diagnostic. Nelle smart cities sarà centrale la mobilità sostenibile di nuova generazione: si prevede che il mercato della Sharing Mobility nelle principali città italiane crescerà mediamente dell’11% all’anno fino al 2030. Assisteremo, inoltre, alla diffusione di infrastrutture innovative come i vertiporti, ovvero spazi di atterraggio per veicoli a decollo verticali, e gli smart parking con “tariffe dinamiche” che variano a seconda dell’afflusso.

In futuro, infatti, si prevede un’integrazione crescente della Mobility as a service platform che coinvolgerà non solo costruttori e fondi infrastrutturali, ma anche banche, operatori di trasporto e di pagamento. In questo ambito, gli investimenti previsti a livello globale per i prossimi anni sono stimabili intorno a 10 miliardi di dollari e si attendono ricavi da commissioni e contratti di gestione in crescita annua del 15% e pari a circa 2 miliardi.

«Immobili più sostenibili, sviluppi dell’edilizia sociale per una maggiore inclusione, rigenerazione degli spazi urbani e una tecnologia diffusa giocheranno un ruolo sempre più centrale nel settoreimmobiliare, in Italia e nel mondo-  ha commentato Nicola Sandri, Senior Partner di McKinsey & Company.Si tratta di trend che, se ben gestiti, potranno generare ulteriore crescita e innovazione per il settore, con evidenti e concreti benefici per l’intera società».

Nuovi modelli e strumenti finanziari per supportare i con la finanza i piccoli imprenditori e i loro bisogni 


Nella seconda parte di “Believe” sono state presentate, invece, le tendenze che stanno
trasformando i modelli di business delle imprese e gli strumenti per rispondere alle loro
necessità.
Enrico Fagioli, Head of Growth Credit Division di illimity, nel presentare la ricerca ha sottolineato che:

«È sempre più necessaria un’evoluzione dell’offerta degli operatori finanziari per affiancare le aziende con soluzioni che permettano non solo di attraversare gli shock temporanei, ma anche di cavalcare i cambiamenti di lungo periodo con un approccio sostenibile e resiliente nel tempo. Le soluzioni offerte dai partner finanziari dovrebbero quindi evolvere verso un supporto non solo finanziario, ma anche industriale attraverso un’offerta completa e strutturata grazie al contributo di professionisti con competenze di turnaround oltre che settoriali e tecnologiche specifiche».