
Finance Day Italia 2025: la finanza alternativa cresce e si consolida sempre più come importante strumento a disposizione delle Pmi. All’evento organizzato da Innexta, Corporate Financial Advisor del Sistema Camerale italiano, congiuntamente a Unioncamere e a Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, al palazzo Giureconsulti di Milano le sale erano strapiene, e non tutti hanno avuto la possibilità di assistere fisicamente, collegandosi quindi allo streaming online. La prospettiva dunque è positiva e vi sono segnali concreti di una ripresa dalle difficoltà legate a dinamiche globali e geoeconomiche nell’ultimo biennio, con nuove possibilità di crescita nel 2026.
Finance Day Italia 2025, Prete: finanza centrale per le piccole imprese
In apertura il direttore generale di Innexta Danilo Maiocchi ha sottolineato l’importanza delle numerose adesioni. «Una risposta inaspettata, evidentemente c’è un bisogno. Quest’anno abbiamo ridenominato l’evento Finance Day, proprio in risposta alla richiesta delle imprese. Il sistema creditizio resta prevalente, ma la finanza innovativa ha un set più ampio di possibilità di offerta. Ci piace coinvolgere tutto il sistema finanziario nel dibattito».
Andrea Prete, presidente Unioncamere, ha avviato il suo intervento proprio dal successo dell’evento. «Complimenti a Innexta per un’iniziativa così partecipata. Una partecipazione così ampia ci dice che il problema che vogliamo affrontare è molto importante per le imprese. Come sistema camerale uno dei nostri obiettivi è quello di accompagnarle nella doppia transizione che stiamo attraversando, ma anche nell’internazionalizzazione. Nella transizione digitale con Impresa 4.0 ci è stato dato un compito, quello di guardare alle piccole imprese. In genere le consideriamo tali sotto i 50 dipendenti, molti studi guardano a questo target. Ma a livello europeo invece una piccola impresa è tale quando ha max 250 dipendenti e 50 milioni fatturato: un’altra dimensione, è a questo target oggi che la nostra iniziativa si rivolge. I Pid, Punti impresa digitale, sono in tutte le camere di commercio, abbiamo affiancato 800mila imprese in 8 anni. C’è anche l’aspetto della finanza complementare, Innexta è la società del sistema camerale nata proprio per accompagnare le piccole imprese in questo campo. Abbiamo alcuni progetti attivi su tutta Italia, ai quali proprio da quest’anno abbiamo aggiunto la finanza».
Private debt e minibond in ascesa
Nel panorama della finanza alternativa segnali importanti arrivano dal comparto del private debt e dei minibond, che sta recuperando terreno dopo le difficoltà del 2024 e che ha realizzato la miglior performance dal 2022. In particolare, per quanto riguarda le emissioni di minibond, nel 2024 il valore dei 114 titoli emessi dalle PMI italiane è stato pari a 592 milioni di euro, in calo rispetto ai 710 milioni di euro nel 2023, mentre nel primo semestre 2025 si è assistito a una ripresa, con 54 collocamenti di PMI per una raccolta totale di 333 milioni di euro, un dato in aumento rispetto ai 202 milioni di euro raccolti nei primi sei mesi del 2024. Inoltre, nel mondo del direct lending tornano a crescere i volumi di raccolta e di investimento. A fronte di un 2024 positivo per gli investitori professionali nel capitale di rischio delle PMI, le prospettive per il primo semestre del 2025 sono stabili con 454 milioni di euro investiti e 236 operazioni di venture capital (secondo i dati di AIFI, Associazione Italiana del Private Equity, Venture Capital e Private Debt). Non così forti i numeri del settore growth capital, con 30 operazioni e 270 milioni di euro all’attivo (nel 2024, 56 deal con 695 milioni di euro di investimento, già in calo rispetto al 2023), tuttavia si registra un ritorno alla crescita dell’attività dei business angel, con un 2024 decisamente positivo: secondo le statistiche raccolte da IBAN, Italian Business Angel Network, sono stati investiti 74,5 milioni di euro (il 38% allocato a imprese del settore ICT) rispetto ai 39,3 milioni di euro del 2023. «L’attenzione verso il finanziamento delle PMI italiane e le opportunità che esse rappresentano rimane elevato» ha affermato il Prof. Giancarlo Giudici del Politecnico di Milano. «Il mercato si sta evolvendo: alcuni modelli mostrano i loro limiti, mentre altri crescono. L’aumento dei tassi di interesse nell’ultimo triennio è stato uno ‘stress test’ per la finanza alternativa e la scommessa ora si gioca sulla capacità dell’ecosistema di ‘intercettare’ la liquidità ora depositata nelle banche».
Freni: le regole sono fatte per il mercato, e non viceversa
«Le Pmi lombarde vogliono crescere» ha affermato nel corso dell’evento Mattia Macellari, presidente Piccola industria Assolombarda, «e per crescere hanno bisogno anche di capitali. Vedono preoccupazioni a livello globale, ma non una crisi all’orizzonte. L’imprenditore bravo deve sapere dove trovare una linea di finanziamento, in base al periodo e all’esigenza, alla dimensione. La Borsa per esempio non è per tutti, è un progetto costoso, ma è un ottimo investimento per un’impresa di una certa dimensione. Abbiamo creato la piattaforma capital matching, che ha già favorito la chiusura di alcune operazioni. Chiediamo alla politica che ci aiuti a liberare il mercato dei capitali europeo». Gli ha risposto a stretto giro, con un videomessaggio, Federico Freni, sottosegretario al Mef, impossibilitato a partecipare fisicamente a causa della sessione di Bilancio. «Le regole sono fatte per il mercato, e non viceversa, se non vanno bene si cambiano. Ci vogliono regole snelle, al passo coi tempi, meno vincoli. Non siamo nel 1998, se non aggiorniamo le regole del mercato dei capitali siamo destinati ad estinguersi. Questo è lo spirito con il quale stiamo lavorando al Tuf: le regole devono essere a misura di impresa».
Bottesini: le fintech devono saper attrarre gli investimenti
«In Italia dobbiamo migliorare in quanto a capacità attrattiva di capitali da parte delle imprese fintech» ha affermato Michelangelo Bottesini, presidente Italia Fintech. «Gli indicatori dicono che siamo clamorosamente indietro. In Inghilterra gli investitori investono 15 volte in più rispetto all’Italia, e questo mina ovviamente anche la capacità di innovazione del mondo imprenditoriale e del nostro Paese in generale. Quello che possiamo fare, noi operatori del settore, è lavorare col legislatore per far sì che si possa semplificare e facilitare tutto ciò, compreso norme e burocrazia, che tiene lontani gli investitori dall’Italia».
«La comunicazione finanziaria è fondamentale, a partire dal fundraising» ha affermato Giulio Centemero, presidente dell’assemblea parlamentare Mediterraneo e Golfo, a proposito dell’impatto della comunicazione nella finanza. «Nel mondo delle startup e del venture capital, ad esempio, il pitch – chiamato elevator pitch perché deve durare il tempo di pochi piani in ascensore – richiede di catturare l’attenzione in due minuti. Questo dimostra quanto sia cruciale saper comunicare bene, sia nella valutazione finanziaria sia nel posizionamento e nel successo commerciale di un prodotto, e in generale per generare crescita e sviluppo. È un settore in cui, in Italia, serve ancora crescere: non sempre aziende e istituzioni finanziarie sono adeguatamente preparate. Cosa si può fare? Qualcosa è stato fatto, come i programmi “Quota Lombardia” e “Quota Liguria”, che offrono voucher per sostenere i costi dell’IPO e dell’Investor Relations; tuttavia rimane ancora molto da fare e, allo stato attuale delle cose, l’ambito della comunicazione finanziaria fatica a decollare perché spesso non se ne percepisce il valore».
















