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La prima Ferrari elettrica divide gli appassionati, scuote la Borsa e rompe con una parte importante della tradizione di Maranello. Ma sul piano commerciale la Ferrari Luce sembra aver già superato il suo primo esame: secondo il Financial Times, la casa avrebbe raggiunto in meno di due mesi l’intero obiettivo di vendita previsto per il 2026, grazie soprattutto alla domanda cinese e all’interesse dei grandi patrimoni legati al mondo tecnologico.

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Quasi 500 ordini in meno di due mesi

Il target interno, mai comunicato pubblicamente da Ferrari, sarebbe stato fissato a poco meno di 500 esemplari. Il quotidiano finanziario britannico, citando due persone a conoscenza dei dati, riferisce che la quota sarebbe stata completamente coperta già nei primi giorni di luglio, a meno di due mesi dalla presentazione ufficiale del 25 maggio. Ferrari non ha commentato l’indiscrezione e dovrebbe fornire un aggiornamento sulla risposta del mercato in occasione dei risultati semestrali.

Un’elettrica da 550 mila euro

La Luce parte da un prezzo indicativo di 550 mila euro ed è una quattro porte a cinque posti, pensata per ampliare il perimetro tradizionale della clientela Ferrari. Le prime consegne sono previste nel quarto trimestre del 2026, mentre la strategia di Maranello punterebbe a collocare circa 2.500 vetture entro il 2030, pari a una quota relativamente limitata della produzione complessiva. La scarsità programmata resta quindi uno degli elementi centrali nella difesa dei prezzi e dei margini.

Il peso della Cina e della Silicon Valley

A sostenere gli ordini sarebbe stata soprattutto la Cina, mercato nel quale l’auto elettrica è ormai parte integrante del consumo di fascia alta. Il Financial Times segnala inoltre un interesse rilevante da parte della Silicon Valley e dei clienti che hanno costruito le proprie fortune nel settore tecnologico, un pubblico più incline ad accettare la contaminazione tra lusso automobilistico, software e design digitale. Per Ferrari, la Luce rappresenta così non soltanto un nuovo modello, ma uno strumento per intercettare una generazione diversa di compratori.

Il design divide, gli ordini rispondono

Il risultato commerciale arriva nonostante una presentazione accolta da critiche particolarmente dure. La carrozzeria, sviluppata con il contributo degli ex designer Apple Jony Ive e Marc Newson, è stata giudicata troppo distante dal linguaggio storico del Cavallino, mentre nella seduta successiva al debutto le azioni Ferrari avevano perso oltre l’8 per cento. Anche Luca Cordero di Montezemolo aveva contestato pubblicamente l’identità del modello, ma il rapido riempimento delle allocazioni mostra una distanza evidente tra il rumore mediatico e le decisioni dei clienti effettivi.