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Le ferie rappresentano uno degli strumenti più importanti per favorire il benessere delle persone e prevenire fenomeni come burnout e stress lavoro-correlato. Eppure, in Italia, il diritto al riposo continua a scontrarsi con ostacoli di natura organizzativa e culturale. Secondo la ricerca HR & Payroll Pulse realizzata da SD Worx su oltre 16.500 lavoratori in 16 Paesi europei, soltanto il 44,5% dei lavoratori italiani è riuscito a utilizzare tutti i giorni di ferie maturati nell’ultimo anno, il secondo dato più basso in Europa dopo la Serbia.

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Il peso della cultura aziendale

Il numero di giorni disponibili non sembra essere il vero problema. I lavoratori italiani dispongono in media di 24,7 giorni di ferie retribuite all’anno, un valore solo leggermente inferiore alla media europea di 25,3 giorni. Il nodo è piuttosto la difficoltà a utilizzarli. Quasi il 44% degli intervistati afferma infatti di non sentirsi libero di assentarsi perché teme di lasciare un carico di lavoro eccessivo ai colleghi. Un dato che evidenzia come la gestione delle risorse, la pianificazione delle sostituzioni e la cultura manageriale incidano direttamente sulla possibilità di disconnettersi davvero.

Più bisogno di equilibrio tra lavoro e vita privata

Dall’indagine emerge anche un crescente desiderio di work-life balance. Gli italiani dichiarano che vorrebbero disporre mediamente di 33,6 giorni di ferie all’anno, quasi nove in più rispetto a quelli effettivamente disponibili. Si tratta di uno dei divari più elevati registrati in Europa e riflette una crescente esigenza di recuperare energie in un contesto lavorativo sempre più intenso e caratterizzato da elevati livelli di pressione.

Si recupera in fretta, ma si stacca poco

Un dato curioso riguarda il tempo necessario per ricaricare le energie. I lavoratori italiani ritengono sufficienti in media 9,2 giorni consecutivi di vacanza per recuperare completamente, contro una media europea di 13,4 giorni. Questo risultato può essere interpretato in due modi: da un lato suggerisce una capacità di recupero relativamente rapida, dall’altro evidenzia una minore abitudine a programmare periodi di ferie prolungati rispetto ad altri Paesi europei.

Il diritto alla disconnessione diventa un tema strategico

Per le imprese, la questione non riguarda più soltanto la concessione delle ferie previste dal contratto. La vera sfida è creare un’organizzazione che consenta ai dipendenti di usufruirne senza sensi di colpa e senza compromettere la continuità operativa. In un mercato del lavoro sempre più competitivo, favorire il benessere organizzativo, il diritto alla disconnessione e una corretta pianificazione delle assenze rappresenta un elemento decisivo anche per attrarre e trattenere talenti.