Quanto guadagna un notaio

“Carina”. “Graziato”. “Fenomeno???”. Sono appunti, riportati dal Corriere della Sera, annotati accanto ai nomi dei candidati notai che hanno superato le prove scritte di novembre 2024 e che dovrebbero affrontare gli orali entro poche settimane. Il file Excel, che sembra predisposto per l’uso della commissione (6 docenti universitari, 9 magistrati e 9 notai), viene pubblicato per errore il 19 febbraio, sul sito del Consiglio nazionale del notariato e rimosso dopo pochi minuti. Ma quei minuti bastano: i download corrono, gli screenshot si moltiplicano, e in rete partono commenti, accuse e annunci di ricorsi.

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Il lessico della “discrezionalità”

In un concorso in cui la correzione degli scritti dovrebbe restare anonima e “asettica”, frasi come “graziato sul commerciale” o “salvato sul civile” stonano con l’idea di una valutazione oggettiva. E poi l’ironia: “Genio?”, “Fenomeno???”, fino al “candidato garibaldino”. Parole che, messe nero su bianco in un file apparentemente di lavoro, insinuano l’idea di un monitoraggio “personalizzato” e alimentano la percezione che il merito possa essere stato accompagnato – o corretto – da altro.

I nomi in codice

Nel file, oltre ai giudizi, compare una sfilata di nomi in codice ispirati ai santi: san Mattia Apostolo, san Pancrazio, san Filippo Neri, perfino santa Matilde di Hackeborn. C’è anche un candidato lombardo che godrebbe della protezione di un pezzo grosso chiamato “Papa”. L’ipotesi che agita gli esclusi è che dietro l’associazione candidato–santo si celino referenti e sponsor professionali o politici: una “mappa” della raccomandazione travestita da devozione.

Dalle cene alle carte bollate

Tra le annotazioni spuntano anche riferimenti meno solenni, come “Sciopero e cena a Enoteca Corsi”, che proiettano subito l’immaginario di serate e relazioni capaci di pesare più dei codici. Su 400 posti messi a bando, ne sarebbero stati assegnati poco più della metà: un dato che, da solo, non dimostra nulla, ma che nel contesto rende ogni dettaglio più “rumoroso”. Ora la domanda è doppia: chi ha redatto quel file e con quale finalità. Perché se l’errore della pubblicazione è un problema di controllo, il contenuto è un problema di fiducia. E nel concorso più selettivo, la fiducia è l’unico requisito che non può permettersi appunti a margine.