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John Elkann

Complimenti. Ci vuole una bella testa per inventarsi, mettere in piedi una idea del genere. Siete dei geni, ma dei geni del male. Una falsa notizia che coinvolge una trasmissione di Lilli Gruber a La7 che non c’è mai stata e un ospite, John Elkann che non è mai andato in trasmissione. Il tutto raccontato su un finto sito di Rainews. Un omaggio all’aggressività della conduttrice che avrebbe messo in difficoltà il rampollo di Casa Agnelli chiedendogli perché la gente normale non può utilizzare gli stessi strumenti sofisticati che lui usa per moltiplicare il denaro. En passant, il nome di una piattaforma per investire. Il prestigioso ospite che cerca di replicare e poi si toglie il microfono e lascia, imbufalito e in anticipo, lo studio di registrazione.

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La puntata scandalo che sparisce misteriosamente dall’online della rete. E alla fine la struggente testimonianza di un fortunato spettatore che ha visto la trasmissione e, investendo solo 250 euro su quel sito, può finalmente pagare, con i soldi guadagnati, un vecchio debito che ha sulle spalle da anni. Il tutto costruito come la trama di un buon film credibile, a cominciare dal temperamento dei protagonisti e dal passo indietro della rete dopo l’intervento di un potente che è stato messo all’angolo in diretta. Talmente verosimile che è davvero un peccato che sia tutto falso. Non c’è stata nessuna trasmissione della Gruber; ed Elkann era da qualche parte in giro per il mondo. La rete tv non ne sa nulla come i protagonisti. È solo una fake news e il sito citato serve solo a moltiplicare i soldi di chi lo ha inventato, rubando denaro e dati sensibili di chi ha creduto alla storia e ha investito anche solo pochi euro.

Bastava guardare il link dal quale arrivava la notizia (https://coppervane.cyou/) per capirlo. Ma una cosa è certa: grazie all’intelligenza artificiale o allo sviluppo di quella umana, le truffe online stanno diventando sempre più sofisticate ed è sempre più difficile capire a colpo d’occhio la differenza tra una fake news e una notizia vera, tra un sito che cerca di truffare e quello di una azienda seria. Nessuno è esente, nessuno può chiamarsi fuori dicendo che non ci cascherà mai. Ci sono manager di lungo corso che sono stati tentati e presi all’amo, e imprenditori non piccoli che hanno rischiato di farlo.

Certo il target preferito sono i piccoli risparmiatori e coloro che, magari con l’acqua alla gola, sono alla ricerca del colpo di fortuna, del guadagno facile, ma l’asticella si sta alzando almeno quanto la qualità degli ami gettati nella rete dai truffatori.