Capita spesso che le aziende necessitino di liquidità per far fronte a bisogni di liquidità a breve scadenza, ma questo non significa che sono in difficoltà. Il bisogno può scaturire da problemi di liquidità dopo le varie crisi degli ultimi anni ma succede anche che le imprese si trovino a fronteggiare un escalation di domanda dopo mesi di rallentamento della produzione.
E parallelamente alle linee di credito concesse dalle banche stanno prendendo piedele soluzioni alternative per finanziare il capitale circolante che è determinante per assicurare la continuità aziendale e per programmare e sostenere le iniziative di sviluppo.
L’invoice trading per cedere crediti commerciali
Le più conosciute sono il Factoring e l’invoice trading: strumento, quest’ultimo, che consente alle imprese di cedere crediti commerciali a investitori professionali attraverso piattaforme digitali. L’acquirente della fattura eroga all’impresa cedente un anticipo, pari a circa il 90% del credito, e si impegna a versare il saldo alla scadenza. Negli ultimi tempi stanno timidamente prendendo piede vari tipi di servizi di credito a sostegno di transazioni finanziarie in cui una terza parte facilita uno scambio finanziando il fornitore per conto del cliente inclusi i cosiddetti prestiti diretti, una forma di fornitura di debito aziendale in cui prestatori diversi dalle banche concedono prestiti a medio lungo termine a società senza intermediari come una banca di investimento o una società di private equity.
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Factoring: la liquidità arriva subito
Il Factoring è invece un contratto con il quale l’impresa cede a una società specializzata i propri crediti esistenti o futuri, al fine di ottenere subito liquidità ed è lo strumento più diffuso con un volume d’affari poco inferiore ai 300 miliardi di euro (dati Assifact). Può essere utilizzato per acquistare i crediti derivanti dai progetti Pnrr con proposte in grado di velocizzare la transizione ESG delle filiere tecnologico-produttive attraverso il factoring come agevolatore finanziario nelle trattative commerciali che generano poi crediti di fornitura.
É uno strumento più adatto comunque ai bisogni delle imprese più strutturate e meno di quelle più piccole. I costi dipendono da un tasso di interesse sugli importi erogati, che si va a sommare a spese fisse e commissioni variabili.
Per sostenere l’esecuzione del Pnrr l’industria del factoring ha stanziato 40 miliardi circa per i prossimi tre anni. Cifre che potrebbero incrementare con azioni di semplificazione e digitalizzazione.
La digitalizzazione come strumento di crescita anche della finanza alternativa
Cresce anche l’invoice trading, strumento agile e veloce attraverso piattaforme digitali con l’obiettivo di ottenere un anticipo su fattura. Secondo un indagine del Politecnico di Milano questo è uno dei settori ad alto tasso di crescita peri la cosiddetta per le Piccole e Medie Imprese.
Secondo una ricerca condotta da Italia Fintech, negli ultimi anni l’invoice trading si sta dimostrando uno strumento efficace in un contesto economico rappresentato da parecchi fornitori e da un numero limitato di acquirenti solitamente di grandi dimensioni e con un ottimo rating creditizio.
Infatti la cessione dei crediti attraverso il ricorso a queste piattaforme sul web specializzate e digitali permettono alle imprese di beneficiare di più credito attraverso il merito creditizio dei loro clienti. Le imprese decidono così in piena autonomia e con la massima duttilità quando servirsi della cessione e quali fatture cedere. I costi per l’invoice trading sono rappresentati dalle commissioni di servizio. Sempre più le banche investono si questi servizi con lo scopo di ampliare l’offerta alla PMI.
















