Sarà l’intelligenza artificiale che si seppellirà: e lo farà nel Metaverso. Dubbio e paura sono i sentimenti che suscitano queste due novità, che sono sempre di più argomento di conversazione. Eppure le implicazioni positive che si possono trovare sono sempre di più. Le ha illustrate all’evento di Economy “Digitale la rivoluzione permanente” Maria Cristina Farioli director of digital strategy & consulting services Red.
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“Watson è il sistema di AI di Ibm, che ha aiutato nella ricerca del genoma proteico di alcune proteine per comprendere meglio la Sla – ha spiegato – Il suo compito non è quello di fare il medico, ma di avere la capacità di elaborare 24milioni di dati scientifici in 10 minuti. È a fianco del medico, ha aumentato la su capacità conoscitiva. I medici grazie all’Ai sono stati in grado di identificare dieci nuove proteine e di elaborare nuove informazioni sulla Sla, senza avere bisogno di effettuare tante analisi. Il campo medico è solo un esempio di come può essere usata l’intelligenza artificiale, che può essere impiegata in molti altri settori, anche il Metaverso”.
Come il Metaverso cambia le nostre vite
L’intelligenza artificiale non è certo l’unico esempio di come la tecnologia può migliorare le nostre vite.
“Ad esempio – continua Farioli – grazie al Metaverso stiamo sviluppando dei servizi per il benessere di persone disabili o mature. Si può incontrare il proprio medico nel metaverso. Spesso le persone vengono prese da ansia all’idea di andare dal medico. In alternativa c’è l’utilizzo della virtual reality, che è una componente per la riabilitazione fisica o motoria. Il fatto di poter entrare in un contesto virtuale e di ricevere una serie di input e di messaggi dal punto di vista fisico o psicologico può migliorare la vita a molta gente. Basti pensare alle persone disabili, che hanno difficoltà a muoversi”.













