Export Italia

L’export italiano apre il 2025 con una crescita diffusa e significativa in tutte le aree del Paese. Lo certifica l’Istat, che nel suo aggiornamento trimestrale sul commercio estero segnala un incremento congiunturale dell’export nazionale in tutte le ripartizioni territoriali. A sorprendere è in particolare la performance del Sud e delle Isole, che segnano un balzo del +9,8% rispetto al trimestre precedente, superando nettamente le altre macroaree: il Centro cresce del +5,4%, il Nord-est del +2,8% e il Nord-ovest solo del +1,4%.

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Farmaceutica e trasporti trainano l’export

A trainare le vendite all’estero nel primo trimestre dell’anno sono stati soprattutto i prodotti farmaceutici e chimico-medicinali, provenienti da Toscana, Lazio, Lombardia, Campania e Abruzzo, che da soli hanno contribuito per 2,6 punti percentuali all’aumento tendenziale dell’export. Un ulteriore +1,5 punti deriva dalla crescita delle esportazioni di mezzi di trasporto (esclusi gli autoveicoli) da Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Sicilia. Il Friuli-Venezia Giulia si distingue in particolare con un’impressionante crescita delle esportazioni verso la Germania (+187,4%), spinta dalle vendite di mezzi di navigazione marittima. Bene anche il Lazio, che segna un +126,4% verso gli Stati Uniti e addirittura un +256,2% verso i Paesi OPEC. La Lombardia si conferma in salute con un +13,5% verso gli USA, mentre la Toscana mette a segno un +22,9% nelle vendite alla Francia.

Le note dolenti: auto e petrolio in frenata

Non mancano però segnali di debolezza. Le minori vendite di coke e prodotti petroliferi raffinati da Sicilia e Sardegna e la contrazione dell’export di autoveicoli da Piemonte, Campania e Abruzzo hanno inciso negativamente per -1,3 punti percentuali sull’export nazionale. A livello di relazioni bilaterali, si segnalano arretramenti marcati nelle esportazioni lombarde verso la Svizzera (-18,5%) e in quelle toscane verso la Turchia (-36,3%). Guardando alle province, spiccano le buone performance di Trieste, Firenze, Roma, Palermo e Arezzo, mentre le peggiori provengono da Gorizia, Siracusa, Cagliari, Siena e Torino.

Ripartenza asimmetrica ma incoraggiante

Su base annua, la crescita in valore dell’export resta forte al Centro e al Nord-est, mentre il Nord-ovest appare sostanzialmente stabile e il Sud in lenta ripresa, con una flessione tendenziale che si va attenuando. Questo lascia intravedere un riassestamento dell’economia italiana orientata all’estero, con nuove geografie della competitività che vedono protagoniste aree fino a ieri considerate marginali. La nuova piattaforma “Statistiche del commercio estero”, che dal prossimo 1° ottobre sostituirà Coeweb, promette una maggiore trasparenza e fruibilità dei dati. Un passo in più per rendere più accessibile l’analisi del commercio internazionale, strategico per l’intero sistema produttivo nazionale.