EX ILVA, MANIFESTAZIONE DI PROTESTA A TARANTO PER IL RISCHIO DI CHIUSURA STABILIMENTO. MANIFESTANTI

La crisi dell’ex Ilva torna a colpire l’indotto di Taranto. Gli stipendi relativi ad agosto non sono stati pagati e l’azienda non ha indicato una data certa per il saldo. La risposta dei lavoratori è arrivata con uno sciopero a oltranza, proclamato dalle Rsu e dalle segreterie provinciali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil.

Aggiungi Economy Magazine come fonte preferita su Google!

La mobilitazione è partita alle 8 di oggi e riguarda tutti i dipendenti della società, con l’astensione dal lavoro destinata a proseguire durante ogni turno. La decisione è stata assunta dopo l’assemblea dei lavoratori, convocata per affrontare la situazione determinata dal mancato pagamento delle retribuzioni.

Ex Ilva, stipendi non pagati ad agosto

Al centro della vertenza c’è la situazione finanziaria della Semat Engineering, azienda che opera nell’indotto dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. La società ha comunicato formalmente di non essere nelle condizioni di procedere al pagamento degli stipendi relativi al mese di agosto.

A pesare maggiormente sulla situazione è l’assenza di una scadenza precisa per il pagamento. Secondo quanto riferito dai sindacati, l’azienda non avrebbe infatti fornito ai lavoratori una data certa entro la quale poter ricevere le retribuzioni arretrate.

La questione salariale si inserisce in un quadro già particolarmente delicato per l’intero indotto dell’ex Ilva, alle prese con l’incertezza sul futuro dello stabilimento di Taranto e sulle conseguenze occupazionali legate alla fermata dell’area a caldo.

Sciopero a oltranza a Taranto

La protesta non ha quindi una durata prestabilita. I sindacati hanno deciso di mantenere lo sciopero fino a quando non arriveranno garanzie certe e vincolanti sul pagamento integrale degli stipendi. La mobilitazione coinvolge tutti i turni e proseguirà dunque senza una data di conclusione già fissata.

La vertenza della Semat Engineering si aggiunge così alle tensioni che nelle ultime settimane hanno interessato il sistema delle imprese che lavorano attorno all’ex Ilva. Già a settembre i lavoratori dell’appalto erano scesi in sciopero e avevano organizzato proteste contro i rischi occupazionali legati alla situazione dello stabilimento siderurgico.

Ex Ilva, rischio occupazionale nell’indotto

Il mancato pagamento degli stipendi arriva in una fase particolarmente difficile per l’indotto. Il 4 settembre sono state avviate procedure di licenziamento collettivo che riguardano oltre 2.500 lavoratori di 28 aziende associate ad Aigi, in relazione alle prospettive produttive dello stabilimento di Taranto.

La situazione è legata anche alla decisione della Corte d’Appello di Milano sulla fermata dell’area a caldo dello stabilimento, prevista entro la fine di ottobre. Il provvedimento ha alimentato l’incertezza sul futuro produttivo del sito e sulle ricadute per le imprese dell’appalto e dell’indotto.

Per il sistema economico tarantino, quindi, la questione degli stipendi della Semat Engineering rappresenta un ulteriore segnale delle difficoltà che stanno attraversando le aziende collegate all’ex Ilva. La crisi non riguarda soltanto la continuità produttiva dello stabilimento siderurgico, ma si riflette anche sulla liquidità e sulla tenuta occupazionale delle imprese che lavorano lungo la filiera.