Ex ilva

È entrato definitivamente in vigore il pacchetto di misure per fronteggiare l’emergenza industriale dello stabilimento del Gruppo ILVA, considerato di interesse strategico nazionale e attualmente gestito da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria. Varato dal Governo per assicurare la continuità produttiva e occupazionale dell’impianto e delle imprese del suo indotto, il decreto Ex-Ilva, (D.L. 18 gennaio 2024, n. 4) prevede una serie di misure volte a risolvere i problemi ambientali legati all’Ilva e a garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori e dei cittadini della zona. Tra le principali disposizioni del decreto vi è l’obbligo per l’azienda di adeguare le proprie strutture e processi produttivi per ridurre le emissioni inquinanti e migliorare la qualità dell’aria e delle acque circostanti con uno stanziamento. L’interesse del provvedimento va, però, ben oltre il caso specifico e interessa tutte le situazioni di crisi aziendale in corso o che si verificheranno nel futuro.

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«Rivolto a entità di interesse strategico nazionale, questo meccanismo normativo introduce un modello di intervento che merita un’analisi approfondita per le sue potenziali ripercussioni sul tessuto economico e produttivo del Paese – spiega Michele D’Apolito managing partner di Nexus Avvocati e Commercialisti – L’emendamento, infatti,  facilita l’accesso alla procedura di amministrazione straordinaria per le aziende con oltre 500 dipendenti e debiti superiori a 300 milioni di euro, segnando di fatto nuove prospettive per le imprese in crisi e rappresentando un elemento di significativa novità». 

Il decreto Ex Ilva offre l’accesso diretto all’amministrazione straordinaria

Dal punto di vista tecnico, l’emendamento offre la possibilità di un accesso diretto all’amministrazione straordinaria, misura che potrebbe accelerare i tempi di intervento nelle situazioni di crisi, evitando il protrarsi di condizioni finanziarie deteriorate e la conseguente sopravvivenza dell’attività economica.

«Vi sono, in effetti, molti elementi di interesse, – conferma Raffaele Di Capua, fondatore e partner dello studio Di Capua & Partners. – Tra gli altri, un nuovo intervento di cassa integrazione guadagni straordinaria a favore delle imprese in amministrazione straordinaria, con almeno 1000 dipendenti, in presenza di stabilimenti industriali di interesse strategico, e uno stanziamento di 320 milioni di euro per l’erogazione di uno o più finanziamenti a titolo oneroso della durata massima di cinque anni. Il finanziamento prevede l’applicazione di un tasso di interesse calcolato a condizioni di mercato soggetto a restituzione, per capitale e interessi, in prededuzione rispetto ad ogni altra posizione debitoria della procedura straordinaria. Nel caso dell’ex-Ilva in questa maniera si cerca di far ripartire gli stabilimenti nella speranza che i commissari straordinari riescano a risolvere un problema che nessuno è riuscito a risolvere dal lontano 2012 in una discesa all’inferno che sembrava senza fine».

Gianfranco Arpea, partner di Ughi e Nunziante, conferma il valore di interesse pubblico generale delle nuove norme: «Ad esempio, la concessione  a titolo gratuito della garanzia del Fondo per le PMI alla piccola o media impresa fornitrice che presenti difficoltà di accesso al credito a condizione che l’impresa richiedente abbia prodotto negli ultimi due esercizi oltre il 50% del fatturato nei confronti dell’impresa. Si tratta di un inedito intervento verticale di Stato nella filiera industriale ed economica e di tutela degli stakeholder. Si intravede con chiarezza l’obiettivo di alimentare la circolazione del credito contenendo gli oneri correlati al rimborso del finanziamento e riducendo il rischio di incaglio in fase di cessione del credito».

Tuttavia, l’introduzione di questo meccanismo solleva anche interrogativi sulla sua effettiva capacità di bilanciare le esigenze di tutti gli stakeholder coinvolti, inclusi creditori, lavoratori e comunità locali. 

«L’emendamento apre la strada a un dibattito più ampio sul futuro della gestione delle crisi d’impresa, – osserva in conclusione D’Apolito. – Come equilibrare il bisogno di rapidità con quello di inclusività? La crisi di un gigante industriale merita una corsia preferenziale rispetto alle sfide quotidiane delle PMI? Mentre l’emendamento ex Ilva rappresenta un passo avanti verso una gestione più agile delle crisi aziendali di grande scala, solleva anche questioni fondamentali sulla natura dell’equità e dell’efficacia nel sistema di insolvenza italiano».