La chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva apre un nuovo fronte sul lavoro. Il governo sta mettendo a punto un decreto con misure straordinarie per proteggere i lavoratori dell’indotto maggiormente esposti alle conseguenze della sentenza che ha disposto lo stop dell’area produttiva. Tra le ipotesi sul tavolo ci sono la cassa integrazione e altri strumenti di accompagnamento destinati a sostenere i lavoratori nella fase di transizione.

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L’esecutivo punta ad arrivare al confronto con i sindacati con un pacchetto di interventi già definito. Il tavolo sull’ex Ilva è stato convocato per domani mattina a Palazzo Chigi e rappresenterà il passaggio decisivo per mettere a punto le misure da inserire nel provvedimento.

Ex Ilva, il Governo pensa a misure di accompagnamento

Secondo quanto si apprende da fonti vicine ai commissari, il governo sta valutando strumenti in grado di garantire una maggiore tutela occupazionale soprattutto per i lavoratori dell’indotto che rischiano di essere maggiormente penalizzati dalla chiusura dell’area a caldo.

Le proposte che emergeranno dal confronto con le organizzazioni sindacali potrebbero quindi confluire nel decreto atteso al Consiglio dei ministri nel pomeriggio di domani. L’esecutivo punta in questo modo a dare una prima risposta alle ricadute occupazionali legate alla decisione sulla continuità delle attività produttive.

Domani il tavolo con i sindaci

La riunione con i sindacati era inizialmente prevista per oggi, ma è stata rinviata a domani proprio per consentire al governo di avere più tempo per definire il pacchetto di interventi. Il confronto si inserisce in una vertenza che da anni rappresenta uno dei dossier più complessi per la politica industriale italiana.

Quello di domani sarà infatti il ventesimo incontro a Palazzo Chigi dedicato all’ex Ilva dal 23 ottobre 2023. Il tavolo è presieduto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e coinvolge governo e parti sociali nel tentativo di individuare una soluzione per il futuro del polo siderurgico e per le migliaia di lavoratori che dipendono direttamente e indirettamente dalle sue attività.

Al centro la tutela dell’indotto

La priorità immediata, alla luce della sentenza sulla chiusura dell’area a caldo, è ora evitare che le conseguenze della crisi produttiva si traducano in una nuova emergenza occupazionale per le imprese dell’indotto. Le misure che saranno discusse domani dovranno quindi accompagnare i lavoratori nella fase più delicata, in attesa di definire il futuro industriale dell’ex Ilva.