Forni elettrici, tutela dell’occupazione e rilancio industriale di Taranto. Sono questi i tre pilastri della strategia che il governo intende portare avanti per l’ex Ilva, con l’obiettivo di accompagnare la transizione degli impianti e, allo stesso tempo, sostenere i lavoratori delle acciaierie e dell’indotto.
Il piano è stato illustrato, secondo quanto si apprende, dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ai rappresentanti sindacali riuniti a Palazzo Chigi. Tra le priorità indicate dall’esecutivo c’è la prosecuzione della gara per la vendita degli impianti, insieme alla realizzazione di un modello produttivo orientato alla decarbonizzazione.
Ex Ilva, forni elettrici alimentati con Dri
Al centro della strategia c’è infatti la prospettiva di un futuro più sostenibile per la produzione siderurgica, con l’utilizzo di forni elettrici alimentati da Dri, il ferro preridotto destinato alla produzione di acciaio. La tecnologia rappresenta uno degli elementi del percorso di transizione verso una siderurgia a minori emissioni.
Parallelamente, il governo punta a mantenere aperto il processo per la cessione degli impianti dell’ex Ilva, mentre resta centrale il tema della continuità occupazionale. L’obiettivo è tutelare non soltanto i dipendenti delle acciaierie, ma anche quelli delle numerose aziende dell’indotto che ruotano intorno al polo siderurgico di Taranto.
Nuove misure per i lavoratori
Sul fronte occupazionale, l’esecutivo intende ricorrere a un modello di cassa integrazione che non sia assimilabile alla Cig per cessazione delle attività. La misura dovrebbe accompagnare la fase di trasformazione degli impianti senza configurare un percorso legato alla chiusura definitiva delle attività produttive.
Mantovano ha inoltre annunciato che il governo intende portare oggi in Consiglio dei ministri un decreto con misure a sostegno dei lavoratori dell’ex Ilva, come già emerso nella giornata precedente.
Taranto, focus sulla reindustrializzazione
L’altro tassello della strategia riguarda il futuro economico dell’area di Taranto, con l’avvio di progetti di reindustrializzazione destinati ad affiancare la trasformazione del polo siderurgico.
Gli obiettivi del governo sono molteplici: da una parte la transizione verso una produzione di acciaio più sostenibile, dall’altra la salvaguardia dell’occupazione e la creazione di nuove attività industriali nell’area. Una strategia che punta a legare la trasformazione dell’ex Ilva al rilancio economico del territorio.
















