ex ilva

La lettera di Mittal a Meloni e Mantovano si configura come un segnale di riapertura del dialogo, ma la sostanza riflette le posizioni già note. Mancano passi avanti concreti, e l’esecutivo si prepara a formulare una risposta, mantenendo cautela su una possibile mossa tattica di ArcelorMittal.

Ex Ilva, le richieste del Governo ad ArcelorMittal

Il governo chiede impegni tangibili, in particolare sul pagamento dei creditori per evitare l’insolvenza. La lettera di Mittal apre alla possibilità di scendere in minoranza e contribuire al finanziamento dell’acquisto degli impianti, ma manca l’impegno sui futuri investimenti, punto cruciale richiesto dall’esecutivo.

ArcelorMittal si dice disposta a cedere quote, scendendo potenzialmente al 34% o meno, ma senza il controllo e il potere di veto. La disponibilità a contribuire a un terzo del finanziamento per l’acquisto degli impianti viene annunciata, ma manca l’assunzione di impegni su futuri finanziamenti, investimenti o aumenti di capitale. Il governo valuta attentamente la risposta, riflettendo sulla possibilità che la lettera possa essere una strategia per bloccare l’amministrazione straordinaria in caso di scontro legale.

Acciaierie d’Italia, i dubbi del ministro Urso

Il governo, alla ricerca di impegni concreti da ArcelorMittal, risponde con prudenza. Il ministro Adolfo Urso sottolinea la gravità della situazione che ha portato all’avvio dell’amministrazione straordinaria, ma ammette la possibilità di discussioni se le proposte di Mittal soddisfano le necessità del governo.

Il confronto tra ArcelorMittal e il governo italiano rimane sospeso, con il dialogo aperto, ma senza passi avanti significativi. Le incertezze sulla crisi dell’ex Ilva persistono, e l’esito della trattativa continua a essere un nodo cruciale per il futuro delle Acciaierie d’Italia.

LEGGI ANCHE: Ex Ilva, ultime notizie, governo cerca partner e valuta nazionalizzazione