L’Unione Europea dichiara guerra alle ‘shell entities’, le società di comodo utilizzate per eludere o evadere le tasse. Il disegno di legge mira a “neutralizzare” quegli enti che in tutta l’Ue hanno cassette postali ma senza uffici o dipendenti e sono utilizzati per schivare le tasse. Le misure, se approvate, scoraggeranno l’uso di questi strumenti, facendo in modo che le società dall’attività economica minima o nulla non possano godere di benefici fiscali. Oggi le società di comodo vengono usate da alcuni gruppi per dirigere flussi finanziari verso giurisdizioni dove le tasse possono facilmente essere aggirate o che hanno aliquote molto basse, e anche da privati, che possono così porre al riparo immobili o altri beni dalla tassazione nel Paese di residenza o nello Stato in cui si trova l’asset. Le nuove regole stabiliscono tre “cancelli”: se una società li varca tutti e tre, allora dovrà fornire alle autorità maggiori informazioni nella sua dichiarazione dei redditi. 

Scacco agli evasori in tre mosse

Il primo ‘cancello’ viene varcato se più del 75% dei ricavi realizzati da una società nei precedenti due anni non deriva dall’attività caratteristica, oppure se più del 75% del patrimonio è costituito da immobili o da altra proprietà privata di elevato valore. Il secondo cancello viene oltrepassato se la società riceve la maggioranza dei suoi ricavi tramite transazioni legate ad un’altra giurisdizione, oppure se trasferisce questi ricavi ad altre società con sede all’estero. Il terzo cancello si concentra sulla gestione della società e sui servizi amministrativi, in particolare sul fatto che siano condotti ‘in house’ oppure appaltati a terzi.  Una società che oltrepassi tutti e tre questi ‘cancelli’ dovrà riportare nella dichiarazione dei redditi informazioni relative alla sede della società, ai conti bancari, alla residenza fiscale dei suoi amministratori e a quella dei suoi dipendenti, con elementi a sostegno. Questi indicatori ‘di sostanza’ verranno esaminati e, se anche uno solo non risponde ai requisiti, allora la società verrà considerata una ‘shell entità’, una società di comodo. Come tale, non potrà accedere ai benefici fiscali della rete di trattati del suo Stato membro o rientrare nell’ambito della direttiva su controllanti, controllate, interessi e royalties.