Eurovita, bond: cedole a rischio. I pagamenti restano bloccati per un totale di 160 milioni di euro, e secondo quanto riportato da MF – Milano Finanza non si esclude il mancato rimborso. Per quanto riguarda il salvataggio della compagnia, sono stati fatti dei passi avanti ma restano nodi da sciogliere. I cinque big dell’assicurazione coinvolti nell’iniziativa (Generali, Unipol, Intesa Sanpaolo Vita, Poste Vita e Allianz) avrebbero infatti manifestato la loro disponibilità a un calo della percentuale di copertura dei possibili riscatti da parte delle banche. La quota potrebbe limitarsi a una percentuale compresa tra il 65 e il 70% dei 6 miliardi di euro totali di polizze di ramo I distribuite nelle filiali bancarie.
Eurovita, bond: cedole a rischio. Per il salvataggio c’è il nodo delle linee di credito bancarie
Tra gli aspetti ancora da definire figura in particolare la contabilizzazione nei bilanci degli istituti bancari delle linee di credito a tasso zero che dovranno essere concesse dalle banche distributrici alle compagnie. Le quali a loro volta dovranno fornire ai clienti le risorse per gli eventuali riscatti anticipati, ed evitare minusvalenze immediate. Con il passaggio dei portafogli di Eurovita alle cinque compagnie in parti uguali, i clienti diventerebbero assicurati di Poste, Intesa Sanpaolo, Unipol, Generali oppure Allianz. Considerando la stabilità finanziaria dei cinque big assicurativi, i riscatti dovrebbero essere limitati al minimo, ma in ogni caso le linee di credito dovranno essere messe a bilancio dalle banche anche se non utilizzate.
L’ipotesi di spalmare su otto anni l’impatto delle linee di credito
Il problema è serio soprattutto per gli istituti più piccoli, che non hanno la forza finanziaria per assorbire l’impatto in un solo anno. Per questo tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe quella di spalmarne gli effetti negativi su un arco di otto anni. È in via di definizione la governance e la durata della newco controllata dalle cinque compagnie di assicurazione che dovrà fare da ponte prima della divisione effettiva del portafoglio Vita di Eurovita tra le cinque big. Le compagnie chiedono che la durata della newco sia limitata al minor tempo possibile; a pronunciarsi sul tema dovrà essere, oltre a Ivass per le necessarie autorizzazioni, anche l’Antitrust.













