Europei, analfabeti finanziari (o quasi)

I dati Ocse1 indicano che circa la metà della popolazione adulta dell’UE non comprende sufficientemente bene i concetti finanziari di base. In particolare: gruppi a basso reddito, donne, giovani e anziani ottengono punteggi inferiori a quelli del resto della popolazione.

Uno studio del Parlamento Europeo ha dimostrato che le donne imprenditrici europee (circa il 30% del totale degli imprenditori) riceve solo il 2% degli investimenti privati complessivi.

La scarsa alfabetizzazione finanziaria rende la società europea meno inclusiva e resiliente. Secondo i dati Eurostat, un terzo delle famiglie dell’Unione non è in grado di affrontare una spesa imprevista, e questa percentuale è ulteriormente aumentata durante il corso della pandemia.

Ma non è solo la pandemia a rendere più urgente l’alfabetizzazione finanziaria. La digitalizzazione dei servizi finanziari e la finanza sostenibile offrono nuove e importanti opportunità alle famiglie e alle imprese europee. 

Guardando all’Italia2, il nostro paese si colloca tra le ultime posizioni con un indice di alfabetizzazione finanziaria pari a 11 contro una media dei paesi Ocse di 13. Questo gap caratterizza anche le imprese, soprattutto quelle più piccole e localizzate nel Mezzogiorno d’Italia, ossia, paradossalmente, quelle che hanno più difficoltà di accesso al credito.

https://www.oecd.org/financial/education/oecd-infe-2020-international-survey-of-adult-financial-literacy.pdf

https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/qef/2018-0435/QEF_435_18.pdf