Euro digitale, Italia in prima linea

Il Consiglio dei governatori della Banca Centrale Europea (BCE) ha dato il via alla fase due dell’euro digitale, segnando un importante passo verso il futuro dei pagamenti nell’area euro. Questo annuncio è un segno tangibile dell’evoluzione delle monete tradizionali verso il mondo digitale.

Euro digitale, BCE approva la fase due

In un mondo sempre più orientato verso la digitalizzazione, la BCE riconosce l’importanza di preparare la sua moneta per il futuro. L’euro digitale rappresenta un’opportunità per rendere i pagamenti più semplici, sicuri ed efficienti per i cittadini europei.

Il processo è stato preceduto da una fase di indagine, che ha avuto inizio nell’ottobre 2021. Ora, con l’approvazione della fase due, la BCE inizierà una fase di preparazione, che si protrarrà per due anni, fino a ottobre 2025. Durante questo periodo, verranno sviluppate le infrastrutture e le normative necessarie per garantire il corretto funzionamento dell’euro digitale.

Emissione dell’Euro digitale: serve la legge quadro

Tuttavia, va notato, come scrive il Sole-24 Ore, che la decisione finale sull’emissione dell’euro digitale verrà presa successivamente, dopo l’entrata in vigore di una legge quadro dell’Unione Europea. La BCE desidera garantire un approccio prudente, tenendo conto degli aspetti normativi e legislativi.

Christine Lagarde, presidente della BCE, ha sottolineato l’importanza di preparare la moneta per il futuro. L’obiettivo è quello di rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa e migliorare la resilienza del sistema dei pagamenti.

Moneta digitale, come funziona

Una delle caratteristiche principali dell’euro digitale è la sua facilità d’uso. Sarà accessibile tramite diverse modalità, inclusi wallet digitali, applicazioni mobili, carte e cellulari. Questo rende il pagamento elettronico accessibile a tutti i residenti nell’area dell’euro, indipendentemente dal fatto che abbiano un conto in una banca o presso un altro fornitore di servizi di pagamento.

Inoltre, la BCE si impegna a garantire la privacy dei cittadini, al pari del contante tradizionale. Ciò significa che la BCE non avrà accesso all’identità degli utilizzatori dell’euro digitale. Tuttavia, le norme del “know your customer” e le misure anti-frode rimarranno in vigore per i prestatori dei servizi di pagamento.

Pagamenti digitali, al dettaglio e all’ingrosso

Un punto importante da notare è che i cittadini non potranno essere rifiutati quando scelgono di utilizzare l’euro digitale per i loro pagamenti al dettaglio, sia online che offline. La BCE lavorerà nella fase di preparazione per garantire che tutti i cittadini, in qualsiasi paese dell’area dell’euro, possano utilizzare l’euro digitale per i loro pagamenti quotidiani.

Mentre l’attenzione si è concentrata sui pagamenti al dettaglio, l’euro digitale potrebbe in futuro essere considerato anche per i pagamenti all’ingrosso, ampliando ulteriormente la portata di questa innovazione nel settore dei pagamenti.

Inoltre, per quanto riguarda il limite massimo di detenzione in euro digitale, questa decisione verrà presa prima del lancio dell’euro digitale, con alcune ipotesi che suggeriscono un tetto di 3.000 euro.