Calcio Figc

L’Italia si prepara a giocare una partita decisiva molto prima del fischio d’inizio degli Europei del 2032. Il torneo, organizzato insieme alla Turchia, rappresenta una grande occasione sportiva e infrastrutturale, ma obbliga il Paese ad affrontare uno dei suoi problemi più evidenti: la condizione degli stadi italiani. Tra progetti ancora sulla carta, impianti da ricostruire e cantieri da avviare, la sfida contro il tempo è già cominciata.

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Sedici impianti per cinque posti

La candidatura italiana comprende 16 stadi distribuiti in 13 città, dal Nord al Sud fino alle Isole. Entro il 1° ottobre dovranno essere indicati alla UEFA i cinque impianti principali, oltre ad alcune strutture di supporto, mentre altri cinque saranno selezionati dalla Turchia. Al momento, secondo il servizio del TG1, soltanto lo Juventus Stadium rispetterebbe pienamente i requisiti richiesti: tutti gli altri dovranno essere ristrutturati, ampliati o costruiti da zero.

Roma punta su tre progetti

La Capitale presenta la candidatura più articolata, con tre possibili soluzioni. Accanto allo stadio Olimpico, già esistente, figurano il futuro impianto della Roma, che dovrebbe essere completato nel 2031, e il progetto promosso da Claudio Lotito per recuperare lo stadio Flaminio, da anni in condizioni di forte degrado. Il piano complessivo prevede circa 4,5 miliardi di euro di investimenti privati, una cifra destinata a cambiare il volto degli impianti e, potenzialmente, dell’intero sistema calcistico nazionale.

Milano archivia l’era di San Siro

A Milano, Inter e Milan hanno scelto di voltare pagina, acquistando l’area destinata alla realizzazione di un nuovo stadio. L’avvio del cantiere è previsto per la metà del 2027, segnando il progressivo superamento di San Siro come casa condivisa dei due club. Anche Napoli dovrà intervenire sul Maradona, ma resta aperta l’ipotesi alternativa di costruire un impianto nell’area di San Giovanni a Teduccio qualora la riqualificazione non risultasse sufficiente.

Cantieri da Nord a Sud

La corsa coinvolge gran parte del Paese. Sono previsti interventi o nuove costruzioni a Bologna, Firenze, Palermo, Cagliari, Lecce, Salerno, Genova, Bari e Verona. Ogni città dovrà dimostrare non soltanto di possedere un progetto credibile, ma anche di poter rispettare tempi certi, coperture finanziarie e standard internazionali. Euro 2032 diventa così un gigantesco banco di prova per la capacità italiana di trasformare gli annunci in cantieri reali e opere completate.