Esaminando il comportamento di investimento degli italiani, emerge che i risparmiatori più giovani (tra i 20 e i 36 anni)investono soprattutto sugli Etf, ovvero fondi o SICAV a ridotte commissioni di gestione negoziati in Borsa come le normali azioni. Si caratterizzano per il fatto di avere come unico obiettivo quello di replicare puntualmente l’andamento e quindi il rendimento di indici azionari, obbligazionari o di materie prime. Tre quarti circa del loro patrimonio è canalizzato su questi strumenti, solitamente meno costosi, mentre due terzi circa dei clienti investe in Etf negoziati in Borsa.

Le caratteristiche principali degli Etf, che ne hanno decretato il successo nel tempo verso gli investitori sono: la semplicità, la trasparenza e la flessibilità (gli Etf non hanno scadenza e sono quotati in Borsa in tempo reale; chi investe può quindi variare in funzione dei propri obiettivi l’orizzonte temporale dell’investimento, che può andare dal breve termine, al medio/lungo periodo. Altre caratteristiche apprezzate sono l’economicità (le commissioni di gestione sono ridotte) e l’abbattimento del rischio emittente (gli Etf sono fondi o Sicav il cui patrimonio è di esclusiva proprietà dei possessori delle quote/azioni dell’Etf).

La quota in azioni

Al secondo posto come preferenza per i giovani ci sono le azioni. Conformemente all’aumentare dell’età, la quota scende al di sotto del 50% indice di una rilevante inclinazione al rischio al crescere dell’età. Chi investe in azioni lo fa perlopiù attraverso i fondi comuni d’investimento che sono un ottimo modo per costruire un portafoglio diversificato senza costi aggiuntivi o particolari difficoltà. In genere questi fondi detengono centinaia, se non migliaia, di azioni, consentendo una diversificazione immediata. Oltre due terzi dei clienti investe poi abitualmente: i clienti operativi hanno mediamente tre piani di accumulo e investono 400 euro circa al mese, importo che risulta maggiore tra le donne. In vetta alla classifica dei risparmi c’è la fascia d’età tra i 25 e i 34 anni con il 40% circa dei piani di accumulo. A seguire i 35-45enni con il 32% circa.

La scelta della sostenibilità

Oltre il 60% dei risparmiatori investe in indici esaurientemente diversificati, un quarto lo fa in prodotti Esg: parliamo di tutti quegli investimenti in società emittenti, titoli o fondi che garantiscono il rispetto di determinati criteri misurati attraverso il rating Esg. Le società votate alla sostenibilità ambientale, sociale e di governo, tendenzialmente garantiscono anche una maggiore sostenibilità finanziaria poichè limitano la volatilità degli investimenti nei periodi di crisi dotandosi di una gestione del rischio più efficiente. Il tema dell’intelligenza artificiale è in crescita ma gli Etf tematici più popolari sono i fondi dei settori dell’energia pulita (che comporta la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili e la limitazione delle emissioni di anidride carbonica) e del cambiamento climatico.