Il rallentamento dell’economia internazionale, le tensioni geopolitiche tra Europa e Medio Oriente, l’inflazione ancora elevata e l’incertezza legata ai dazi statunitensi non frenano la corsa di EssilorLuxottica. Il colosso italo-francese dell’occhialeria archivia il primo semestre del 2026 con ricavi pari a 14,8 miliardi di euro, in crescita del 9,7% a cambi costanti e del 5,7% a cambi correnti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un risultato che conferma la capacità del gruppo di continuare a espandersi anche in uno scenario macroeconomico complesso, sostenuto dall’innovazione tecnologica e dalla crescente domanda di soluzioni dedicate alla salute della vista.
Nel dettaglio, il secondo trimestre si è chiuso con un fatturato di 7,69 miliardi di euro. La crescita, pari all’8,7% a cambi costanti rispetto allo stesso periodo del 2025, evidenzia un ritmo leggermente inferiore rispetto al +10,8% registrato nei primi tre mesi dell’anno e alle aspettative del mercato, senza però modificare il quadro di un business che continua a dimostrarsi resiliente sia sul piano geografico sia nei diversi segmenti di attività.
A sostenere la performance del gruppo sono soprattutto due motori destinati a ridisegnare il futuro dell’occhialeria: gli occhiali intelligenti dotati di intelligenza artificiale e le nuove soluzioni per il controllo della progressione della miopia. Due mercati in forte espansione sui quali EssilorLuxottica sta concentrando una parte significativa della propria strategia industriale.
Gli smart glasses sviluppati in collaborazione con Meta continuano infatti a registrare una domanda in forte crescita. Dopo il successo della seconda generazione dei Ray-Ban Meta, il gruppo ha ampliato l’offerta anche con una linea di occhiali intelligenti a marchio Oakley. Nel corso del secondo trimestre le vendite sono risultate quasi raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2025, confermando il consolidamento di una categoria di prodotto che sta attirando investimenti anche da parte dei grandi protagonisti della tecnologia globale, tra cui Apple, Google e Alibaba. Lo scorso anno erano stati venduti complessivamente circa 7 milioni di paia di occhiali smart, un dato che testimonia la rapidità con cui il mercato sta evolvendo.
Accanto all’intelligenza artificiale, cresce con decisione anche il comparto delle lenti dedicate alla gestione della miopia, una delle aree considerate più promettenti per il futuro della salute visiva. Nel secondo trimestre il portafoglio di prodotti destinati a contrastare la progressione della miopia ha registrato un incremento del fatturato del 24%, sostenuto sia dalle evidenze scientifiche che ne confermano l’efficacia clinica sia dall’ampliamento dell’offerta, oggi articolata su diverse tecnologie e fasce di prezzo.
Dal punto di vista geografico, tutte le principali aree di mercato hanno contribuito alla crescita del gruppo. Il Nord America, nonostante il contesto economico e commerciale particolarmente delicato, ha registrato un incremento del 9,9% a cambi costanti, pari al 3,1% considerando l’effetto delle valute. L’Europa ha mantenuto un andamento positivo con ricavi in crescita dell’8,7% a cambi costanti e del 7,1% a cambi correnti, mentre l’America Latina ha segnato un aumento del 6,7% a cambi costanti, che sale al 9,7% includendo l’effetto favorevole dei cambi.
La sorpresa più significativa arriva però dall’Asia-Pacifico, che si conferma il mercato con il maggiore dinamismo. Nei primi sei mesi dell’anno il fatturato dell’area è aumentato del 13,4%, mentre nel solo secondo trimestre la crescita ha raggiunto il 17%. A sostenere questo risultato ha contribuito anche il consolidamento della catena thailandese Top Charoen, acquisita all’inizio di aprile e capace di aggiungere quasi 2.000 punti vendita alla rete distributiva del gruppo, rafforzandone la presenza in una delle aree a maggiore sviluppo del mercato ottico mondiale.
La crescita dei ricavi si riflette anche sulla redditività. Nel primo semestre l’utile operativo adjusted ha raggiunto 2,75 miliardi di euro, con un incremento del 15% a cambi costanti e dell’8,7% a cambi correnti. L’utile netto adjusted è salito invece a 1,92 miliardi di euro, registrando una crescita del 13,3% a cambi costanti e del 6,8% considerando l’effetto delle valute.
Numeri che rafforzano la fiducia del management nella capacità del gruppo di raggiungere gli obiettivi strategici fissati per i prossimi anni. “Il primo semestre conferma che siamo dove vogliamo essere, con vendite e profitti in crescita. Restiamo fiduciosi nella nostra capacità di raggiungere i nostri obiettivi finanziari e la nostra visione strategica”, ha dichiarato il presidente e amministratore delegato Francesco Milleri durante la conference call con gli analisti.
















