Rita Santaniello e Monica Mazzucchelli

Sostenibilità ambientale ed equità sociale stanno diventando asset sempre più strategici per le aziende: i consumatori si fidano sempre di più dei brand responsabili e impegnati socialmente; gli investitori ormai finanziano esclusivamente progetti e iniziative sostenibili e le imprese sono sempre più attive e impegnate sui temi di sostenibilità, per rimanere competitive. Ma lo scenario è diventato via via troppo confuso. È urgente fare chiarezza.

Sono sempre di più le imprese che scelgono di utilizzare nella comunicazione termini come green, eco, eco-friendly, Esg compliant, kilometro zero, gender parity/equality, eccetera, creando purtroppo un cortocircuito che, anziché aiutare i consumatori a scegliere, rende molto difficile distinguere tra chi sta effettivamente investendo in sostenibilità e chi invece fa solo greenwashing. Lo studio Sweep, condotto ogni anno dalla Commissione europea per individuare eventuali violazioni delle normative sui consumatori nei mercati online, afferma come, nel 2021, il 37% dei casi analizzati ha visto le aziende servirsi di termini generici come “consapevole” e “rispettoso dell’ambiente” per dare ai consumatori l’impressione (spesso infondata) che un prodotto fosse a tutti gli effetti sostenibile, quando invece nel 59% dei casi non sono state fornite prove a sostegno di quanto dichiarato. Le autorità hanno inoltre avuto motivo di ritenere che il 42% di queste affermazioni potessero essere false o fuorvianti, e quindi costituire potenzialmente una pratica commerciale sleale.

I modi per fare chiarezza però ci sono. Esistono le certificazioni, che garantiscono la conformità ai principi Esg. Infatti, è in discussione in Europa un pacchetto di norme per arginare il greenwashing, che prevede una black list di pratiche sleali e ingannevoli, tra cui dichiararsi bio, sostenibili, green e via di seguito, senza alcuna certificazione da parte di un ente terzo accreditato.

In questo scenario, dall’esperienza di Consulnet Italia e Rödl & Partner, è nata Sircle Srl Società Benefit, che promuove e diffonde nelle imprese e nelle organizzazioni, attraverso un network di professionisti e società di consulenza, una cultura della sostenibilità basata sulla verificabilità, imparzialità ed oggettività degli impegni e dei risultati.

 

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«La sostenibilità sta diventando un campo sempre più affollato e complesso – commenta Rita Santaniello, board member di Sircle – Consumatori e business community concordano: nel mare magnum dei “bollini green” serve chiarezza. L’integrazione della sostenibilità, nella sua triplice dimensione ambientale, sociale e di governance nelle strategie e nelle politiche di business non solo è una grande opportunità, ma è elemento imprescindibile per la stessa permanenza delle imprese sul mercato. Per questo con Sircle abbiamo sviluppato Easi (Ecosistema aziendale sostenibile integrato), un modello di governance per la sostenibilità anche ai fini della certificazione che rappresenta una novità assoluta, destinata a cambiare radicalmente questo scenario».

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In che cosa il Modello Easi è quindi diverso dalle altre certificazioni esistenti? «Easi è un modello impostato come un sistema di gestione certificabile e integrabile con i sistemi di gestione eventualmente già presenti all’interno dell’organizzazione – spiega Monica Mazzucchelli, board member di Sircle – La maggior parte delle certificazioni esistenti, infatti, si riferisce solo ad una parte degli aspetti della sostenibilità, mentre Easi è uno schema che attesta la sostenibilità a 360 gradi. È il primo modello per la governance della sostenibilità che porta alla certificazione da parte di organismi di certificazione internazionali di terza parte accreditati da Accredia, l’ente unico nazionale di accreditamento italiano, incaricato dal governo di accreditare organismi di certificazione e ispezione – e ciò adduce un plus unico nel suo genere in termini di garanzia di attendibilità e affidabilità, in un frame di riferimento a carattere internazionale».

Per questo, Modello Easi rappresenta un moltiplicatore virtuoso dell’approccio alla sostenibilità da parte dell’organizzazione, in quanto, contenendo tutte le altre eventuali certificazioni che l’organizzazione ha già conseguito, le armonizza tra di loro, le migliora e le porta a sistema integrato. Basato su un approccio evolutivo al miglioramento continuo, il modello si fa così garante di una vision e mission aziendale di lungo periodo e a vantaggio di tutti gli stakeholder.

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Continua Monica Mazzucchelli: «Pensato per ogni tipo di organizzazione e di qualunque dimensione, Modello Easi è uno strumento di governance che, partendo dal commitment del board, pervade tutti i livelli dell’organizzazione e, coinvolgendo tutti gli stakeholder, è volto a coniugare crescita e solidità economico-finanziaria con sostenibilità ambientale e sociale attraverso l’adeguato monitoraggio dei processi. Ciò porta ad un cambiamento di mindset e alla trasformazione dei modelli di business in chiave sostenibile e competitiva».

Le aziende, infatti, nella certificazione ci credono: nell’ultimo anno, in Italia, le certificazioni accreditate dei sistemi di gestione ambientale ed energetica sono aumentate entrambe del 15%. È quanto emerso nell’ultima assemblea annuale di Accredia. Stando ai dati riportati, il numero totale di certificati rilasciati dagli organismi accreditati a organizzazioni pubbliche e private ha superato oggi quota 150 mila, con un incremento del 5,2%.

Per Sircle la sostenibilità sta anche nel modello di business: per la prima volta nel settore della consulenza aziendale si afferma il concetto di partnership for the goals. Sircle, infatti, sta sviluppando una rete di partner che possano offrire il Modello Easi accompagnando alla certificazione le aziende che rispettano i requisiti di sostenibilità; tra gli ultimi affiliati, le società di consulenza Sitech Srl, Hidra Srl SB e QAlta Srl. Sircle ha dato vita, così, ad un vero e proprio network di professionisti e consulenti in continua espansione che lavora insieme a Sircle per diffondere tra le imprese la cultura della sostenibilità attraverso l’implementazione di Easi.

I partner Sircle ricevono formazione, aggiornamenti professionali sulle novità normative e regolatorie in materia Esg e un supporto costante nella comunicazione e nello sviluppo di new business: in base all’area di competenza e territorialità, infatti, Sircle indirizza i nuovi potenziali clienti al partner, che potrà poi procedere in autonomia alla verifica dei requisiti e all’erogazione di Modello Easi. Ai partners sono riservate inoltre condizioni privilegiate per ulteriori servizi e iniziative di Sircle – tra cui la possibilità di avere supporto personalizzato per la comunicazione.

Una vera rivoluzione nel campo della consulenza: uno schema proprietario che diventa bene condiviso, anche nel rispetto delle indicazioni dell’Onu che invitano a fare rete per raggiungere insieme il goal della sostenibilità.