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L’accordo di partnership siglato tra Sircle ed EIM, consentirà ad EIM di offrire ai propri clienti un servizio esclusivoche coniuga l’esperienza nell’aiutare le aziende a realizzare in pratica percorsi di miglioramento strutturale con l’innovativa metodologia EASI.

Grazie a questo accordo i clienti di EIM potranno beneficiare del coinvolgimento di Interim Manager formati in sostenibilitàe del primo Management System per la governance della sostenibilità.

Una partnership per rispondere allo skill mismatch in ambito ESG

Secondo il rapporto dell’Osservatorio di 4.Manager entro il 2026 serviranno 4 milioni di lavoratori con competenze ESG indispensabili per gestire il cambiamento cui devono far fronte tutte le imprese per continuare a competere in un mercato in rapida evoluzione.

Il Rapporto di 4.Manager – Associazione costituita da Federmanager e Confindustria – dal titolo “Mismatch tra domanda e offerta di competenze manageriali”, presentato il 22 novembre 2022 alla presenza di Unioncamere, Aiso, Anpal servizi e Inapp, esamina anche le strategie di innovazione e sostenibilità adottate dalle aziende italiane e i principali ostacoli all’implementazione di progetti improntati alla sostenibilità.

Nel 18% dei casi mancano le competenze manageriali interne e le competenze per il cambiamento del modello di business a causa del persistere dello squilibrio tra domanda e offerta di lavoro: quasi 1 impresa su 2 non riesce a reperire figure dirigenziali, mentre il 76,5% delle imprese italiane trova difficoltà nel trovare le competenze “giuste” per lo specifico fabbisogno. L’Italia, infatti, si trova all’ultimo posto (31°) per l’attivazione delle competenze e al 27° posto sul fronte dell’abbinamento delle competenze nel mercato del lavoro (Skill Matching).

Anche i dati di Boston Consulting Group confermano un problema crescente di skill mismatch a livello globale, coinvolgendo attualmente 1,3 miliardi di persone e prevedendo un ulteriore aumento a 1,4 miliardi entro il 2030. «In un’economia che deve affrontare rapidi cambiamenti, rileviamo una domanda di competenze manageriali talmente innovative da risultare ancora non adeguatamente definite – commenta Stefano Cuzzilla, Presidente di 4.Manager e di Federmanager.  – È il caso, ad esempio, di tutte quelle figure “e-leader” nel campo della sostenibilità di impresa a 360°».

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Anche secondo l’Istat si è configura un problema di mancanza di competenze. In un rapporto si spiega come il sistema impresa italiano ha aumentato del 5% ogni anno la richiesta di manager dotati di specifiche competenze green, oltre che qualificati in materia di criteri ESG. Il trend è parallelo a quello del mercato obbligazionario ESG che dal 2021 è cresciuto del 19%.

Il Rapporto rivela che oltre il 50% delle grandi e medie imprese sta elaborando una strategia di trasformazione in funzione della sostenibilità ed è alla ricerca di professionisti idonei a ricoprire le relative funzioni. Ma la ricerca è ardua e causa del divario esistente tra le competenze richiesta dal nuovo contesto (digitale e sostenibile) e quelle possedute dai manager.

Le aziende maggiormente orientate all’innovazione e alla trasformazione sostenibile negli ultimi tre anni hanno assunto manager (83%) e lavoratori con elevate competenze tecniche (87%) e scientifiche (76%).

Quali sono le categorie più ricercate

 

Dai dati raccolti su LinkedIn nell’ultimo anno in Italia sono sempre più ricercate figure professionali qualificate dell’area sostenibilità, tra cui il Responsabile Sostenibilità (+52%), il Sustainability Specialist (+43%) e il Consulente sostenibilità (+34%). Anche per questo EIM – leader dei servizi di Executive Interim Management – e SIRCLE, società benefit titolare del primo Sistema di Gestione per la governance a 360° della sostenibilità in azienda, fortemente impegnata nella formazione in materia ESG, si sono unite in una partnership strategica per dare una risposta concreta alla domanda delle imprese.

Cos’è il modello EASI

Il Modello EASI® è uno strumento innovativo e concreto, pensato per creare valore sul lungo periodo e per integrare la sostenibilità (ESG) nella strategia e in tutti i processi aziendali. Favorisce l’implementazione in modo gradualedella sostenibilità nell’intero ecosistema aziendale, integrandosi con i Sistemi di Gestione già in essere (e relative certificazioni), coinvolgendo l’organizzazione a tutti i livelli, rendendo coerente il percorso di crescita con il piano strategico di sviluppo sostenibile e garantendo l’attendibilità ed accuratezza della rendicontazione di sostenibilità conformemente alla CSRD. «Ci è ben chiaro che EIM – continua Michele Bruno, Presidente del gruppo EIM – ha l’opportunità di rivestire un ruolo molto importante nell’attuale scenario di mercato. Operando tipicamente a diretto contatto del board per lo sviluppo di progetti che richiedono un cambiamento strutturale accelerato non possiamo non rendercinoi stessi promotori/facilitatori del cambio di paradigma che ogni azienda deve realizzare: il disegno di un percorso di sviluppo sostenibile». sulla stessa linea d’onda è Monica Mazzucchelli, board member SIRCLE: «Lo sviluppo sostenibile delle aziende non può che passare per i tavoli del board che per primo deve essere lo sponsor di questo tipo di percorso anche per via della responsabilità diretta che grava sui suoi membri ai sensi della CSRD e di tutta la più recente normativa in materia ESG. Confrontandomi con Michele ho avuto chiara sin da subito la sinergia esistente tra EIM e SIRCLE. Diventare Partner di Sircle significa poter fornire consulenza con il Modello EASI, accompagnando le aziende che rispettano i requisiti di sostenibilità e li integrano in tutti i loro processi aziendali».

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Non è solo ecologia nell’Esg

Sul tema sono molti a interrogarsi su cosa significhi realmente fare sviluppo sostenibile. Lo spiega la stessa Rita Santaniello, board member SIRCLE: «Fare sviluppo sostenibile non significa fare ecologismo, dare sostegno alle popolazioni disagiate, o per lo meno non significa solo quello. Sviluppo sostenibile significa avere un orientamento sul lungo periodo, significa creare valore avendo ben chiari i rischi che ogni attività produce sull’ambiente e sulle persone, identificando e sfruttando anche tutte le opportunità connesse ai temi ESG. L’integrazione di questo sviluppo, in un percorso che parte dal disegno del piano industriale, passa attraverso una solida governance aziendale per la gestione di rischi e opportunità e risponde ai nuovi obblighi di accountability posti a carico degli organi amministrativi dalla normativa europea».