Marella Agnelli
Marella Caracciolo Agnelli con Lapo Elkann

Eredità Agnelli, Pm: firme Marella ‘apocrife’ sarebbero apposte su alcuni documenti «di rilievo», come le aggiunte testamentarie che sarebbero anche alla base dell’assetto societario della «Dicembre s.s.», la cassaforte della famiglia Agnelli, il cui aggiornamento della compagine sociale — scrivono i pm — presenterebbe «evidenti anomalie». È quanto riportato dal Corriere della Sera: la consulenza grafologica sarebbe stata effettuata a partire dalle fotocopie, ma ora ne verrà disposta una seconda su alcuni documenti originali, almeno tre tra i 14 che la Procura cercava nelle settimane scorse. Sarà quindi effettuato quel match per provare a confermare la fin qui «ragionevole» possibilità che le firme siano false.

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Eredità Agnelli, Pm: firme Marella ‘apocrife’. Il nodo dell’effettiva residenza di Marella

Altro elemento cardine dell’inchiesta su cui lavora la Procura è quello dell’effettiva residenza di Marella Agnelli, che ufficialmente era in Svizzera ma di fatto sarebbe stata in Italia: il che porterebbe anche a un’evasione fiscale milionaria. Nei giorni scorsi i militari della Guardia di finanza hanno acquisito le cartelle cliniche di Marella, che si era ammalata di Parkinson nel 2008, in alcune strutture sanitarie di Roma e Torino. Secondo gli inquirenti la vedova dell’Avvocato avrebbe iniziato a trascorrere più tempo in Italia, con la famiglia, abbandonando di fatto la località svizzera dove negli anni Settanta aveva stabilito la residenza. Avrebbe quindi trascorso in Italia più dei 183 giorni previsti dalla legge. Non solo nel 2018 e 2019 (anni al centro dell’inchiesta), ma quando si è ammalata.

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Eredità Agnelli, mercoledì a Torino la valutazione dei sequestri

Mercoledì intanto è fissata al Palazzo di giustizia di Torino l’udienza che dovrà valutare i sequestri disposti dall’aggiunto Marco Gianoglio e dai pubblici ministeri Mario Bendoni e Giulia Marchetti, contestati dai legali di John Elkann e dello storico commercialista di famiglia, nonché presidente della Juventus, Gianluca Ferrero, che hanno presentato un ricorso per «vizio di motivazione» contestando la pertinenza tra la contestazione della presunta residenza «fittizia» di Marella in Svizzera e la mole di atti e dispositivi elettronici prelevati e copiati nelle perquisizioni fatte il 7 febbraio scorso dalla guardia di finanza.