Marella Agnelli
Marella Caracciolo Agnelli con Lapo Elkann

Eredità Agnelli news: il decreto di perquisizione eseguito giovedì scorso dalla Guardia di Finanza evidenzia una serie di società offshore, riconducibili a Marella, nelle quali sarebbero confluiti alcuni cespiti dell’eredità dell’Avvocato. Secondo quanto riportato dal Libero, infatti, per i magistrati ci sarebbero «ulteriori beni, produttivi di reddito, derivanti dall’eredità del sen. Agnelli Giovanni (…), detenuti da società terze (…) collocate in paradisi fiscali» di cui Caracciolo «è risultata titolare effettiva». Tra queste, il decreto cita la Bundeena Consulting Inc. Bvi: costituita il 15 luglio 2004, sede a Road Town, capitale delle Isole Vergini Britanniche. I magistrati scrivono inoltre che, dalle «dichiarazioni integrative presentate» da John Elkann il 31 ottobre 2023 «con riguardo agli anni di imposta 2019-2020-2021» emerge «oltre alla disponibilità di beni collocati all’estero (…) ragionevolmente derivanti dall’eredità di Caracciolo Marella, la presenza di redditi tramite Cfc (controlled foreign companies)». Si tratterebbe di due società anonime domiciliate a Eschen, nel Liechtenstein, presso il family office Tremaco Treuunternehmen Reg: la Blue Dragons Ag e la Dancing Tree Ag.

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Eredità Agnelli news, il nodo della residenza di Marella investe tutta la successione

Libero fa anche un riassunto della vicenda: Margherita nel 2004, dopo la morte del padre, firmò un accordo sull’eredità paterna e un patto successorio con la madre. Tra i lasciti dell’Avvocato rientrava la Dicembre, la cassaforte di famiglia che, attraverso una serie di scatole cinesi, controlla Exor, cui fanno capo gruppi come Stellantis, Ferrari e Juventus. La società ora è in mano a John Elkann (60%) e ai suoi fratelli Lapo e Ginevra (40%) e vale circa 2,9 miliardi di euro. Nel 2004 Margherita cedette alla madre Marella il suo 37,5%, ricevendo come corrispettivo 105 milioni (la Dicembre era valutata 280 milioni). Margherita contesta il fatto che la rinuncia all’eredità, fatta in base all’accordo del 2004, sia illegittima, perché il diritto italiano non consente di rinunciare a una successione futura, cosa che invece è permessa in Svizzera, dove il patto è stato sottoscritto. Se venisse accertato che Marella viveva in Italia e non in Svizzera, il patto potrebbe essere messo in discussione, e con esso tutta la successione ereditaria.

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